14 Dicembre 2020

Italia, folle per lo shopping Germania, lockdown duro

I taliani, memoria corta da sempre. Ma così corta era difficile pensarlo. Nemmeno tre mesi dopo i picchi di contagio provocati dalla totale assenza di restrizioni durante l’estate ieri la gente si è riversata di nuovo in strada per nulla preoccupata di mantenere le distanze. Da Roma a Napoli al nord Italia. C’è lo shopping natalizio, ci sono le zone gialle un po’ ovunque e dunque ecco il primo libera tutti, in attesa della grande fuga verso le altre regioni prima della chiusura del 21 dicembre. La giornata osservata dalla Lombardia fa ancora più paura, dopo che per settimane l’area metropolitana di Milano ha registrato oltre 4mila casi di contagio da Covid- ogni giorno. Da corso Vercelli a via Torino, marciapiedi ingombri di persone, file dentro e fuori dai negozi. distanze di sicurezza mandate in soffitta. Riparte lo shopping, riaprono i ristoranti e visto che ora ci si può spostare da comune a comune ieri sono ripartite anche le gite fuori porta. La prima domenica da Covid- ha risvegliato anche la maggioranza Pd che adesso chiede più rigore e un nuovo pacchetto di norme più stringenti. Un’ipotesi dettata forse anche da ciò che avverrà la prossima in settimana in Germania dove il governo varerà il lockdown più duro di sempre dall’inizio inizio della pandemia. INSOMMA, NONOSTANTE i morti, nonostante gli ospedali che lentamente escono dal collasso, gli italiani e la politica che detta le regole sembrano non aver capito. numeri, pur in calo, restano alti. E il tasso di positività torna ben sopra l’ Così riecco l’incubo della terza ondata che l’infettivologo Massimo Galli vede dietro l’angolo Spiega: “La temuta terza ondata, inizio 2021, appare pericolosa perché sarà alimentata da un numero di infetti molto alLA MERKEL CHIUDE TUTTO FINO AL 10 GENNAIO 26 I GIORNI del lockdown duro: la cancelliera e i governatori dei 16 Laender hanno impiegato circa un’ora per arrivare all’accordo che chiude il Paese fino al 10 gennaio. Da mercoledì chiusi tutti i negozi, a esclusione di quelli di beni di prima necessità. Chiuse le scuole e gli asili, con didattica a distanza, chiusi anche parrucchieri e centri estetici. Rimane consentita la vendita di cibo d’asporto ASSEMBRAMENTI GENERALI Dappertutto (non solo nelle Regioni che hanno cambiato colore) gli acquisti battono le restrizioni Italia, folle per lo shopping Germania, lockdown duro convinzione della politica di governo di tenere la barra dritta sul rigore. Ieri, dopo un vertice tra i ministri Pd e il segretario Nicola Zingaretti si è delineata la necessità di “valutare l’adozione di nuove misure che garantiscano il contenimento dei contagi”, e questo “alla luce di un sicuro aumento del rischio di assembramenti dovuto al periodo delle festività e alle raccomandazioni alla prudenza e responsabilità del comitato scientifico nazionale”. Perché un dato certo è che ieri le misure di contenimento delegate ai prefetti non hanno funzionato, nonostante i numeri del Viminale parlino di 80mila controlli e circa mille sanzioni. DOPO IL VERTICE PD, IL GOVERNO ha convocato una riunione urgente con i capidelegazioni. Obiettivo: valutare nuove misure, rispetto a quelle già previste e che dal 21 dicembre dovrebbero riportare i blocchi tra le regioni, mentre il divieto di spostarsi tra comuni è, al momento, previsto per il 25, 26 dicembre e primo gennaio. Vista poi la giornata di ieri e l’ipotesi concreta di una terza ondata risulta difficile che per i giorni di festa vi possano essere deroghe. Così stamattina i capidelegazione, su proposta del ministro Bonafede, si presenteranno al Comitato tecnico scientifico per valutare ulteriori misure. se l’Italia non trova una linea condivisa e nutre dubbi ancora sulla politica del rigore, la Germania ha annunciato il lockdown più duro di sempre. Dal 16 dicembre al 10 gennaio chiude tutto: dai negozi ai ristoranti fino alle scuole, con deroghe per i servizi essenziali. Il Paese da settimane sfiora i 20mila contagi giornalieri e chiuderà nonostante il tasso di mortalità dell’ (da noi è su- al 3%). Il presidente della Baviera Markus Soeder ha spiegato: “Rischiamo di diventare il caso in Europa. Bergamo è più vicina di quanto si possa pensare.

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