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6 Dicembre 2019

Italia: fase di debolezza proseguirà anche nei prossimi mesi, vendite al dettaglio frenano in vista del Natale

 

La fase di debolezza dell’economia italiana, iniziata l’anno scorso, proseguirà anche nei prossimi mesi. Lo prevede l’Istat nella sua consueta nota mensile sulla congiuntura, diffusa oggi. “I valori dell’indicatore anticipatore suggeriscono il proseguimento della fase di debolezza dei livelli di attività economica”, si legge nel rapporto. Nell’ultima parte dell’anno, in base alle recenti previsioni dell’istituto nazionale di statistica, l’evoluzione del Pil dovrebbe mantenere ritmi modesti e la crescita attestarsi allo 0,2% nel 2019, in deciso rallentamento rispetto al 2018 e 2017.

Tra gli aspetti preoccupanti anche il clima di fiducia in Italia. Seppur in lieve miglioramento, l’indice di fiducia delle imprese rimane su livelli molto inferiori rispetto alla media del 2018. L’incremento è stato diffuso a tutti i settori economici, rileva l’Istat, a eccezione delle costruzioni che hanno sperimentato una marcata riduzione. Le imprese manifatturiere hanno segnalato un deterioramento delle attese di produzione e dei giudizi sugli ordini e il saldo dei giudizi sulle scorte è diminuito.

Più preoccupante il deterioramento del clima di fiducia per i consumatori, a seguito del peggioramento di giudizi e attese sulla situazione economica italiana e di aspettative più sfavorevoli sulla disoccupazione, che pesa sui consumi interni, motore di crescita per l’Italia. E lo dimostra il dato sulle vendite al dettaglio, diffuso sempre oggi dall’Istat: a ottobre le vendite sono scese dello 0,2% rispetto al mese precedente, deludendo le attese degli analisti che si aspettavano un rialzo dello 0,5%. Il dato mostra una battuta di arresto dopo il +0,6% di settembre (dato rivisto dal precedente +0,7%). La diminuzione ha riguardato in particolare i beni non alimentari (-0,5%), mentre per i beni alimentari si è registrato un contenuto aumento (+0,1%).

Un pessimo segnale in vista del Natale e dei consumi legati alle festività. “Nonostante i prezzi al dettaglio siano praticamente fermi, le vendite non ripartono – ha sottolineato il Codacons – Si tratta di numeri che destano grande preoccupazione soprattutto in vista del prossimo Natale. La tendenza delle famiglie a rimandare gli acquisti rischia di determinare una contrazione della spesa durante le prossime festività, a danno soprattutto dei piccoli negozi, per i quali la crisi è nera”.

Se infatti per la grande distribuzione si è registrato su base annua un aumento dell’1,8% e per l’e-commerce addirittura del 16,6%, per le imprese operanti su piccole superfici il valore delle vendite al dettaglio è diminuito dello 0,8%.

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