24 Maggio 2014

ITALIA ALLA FAME Consumi a precipizio Tagli drastici anche sul cibo: -6,8%

ITALIA ALLA FAME Consumi a precipizio Tagli drastici anche sul cibo: -6,8%

Ma quale ripresa o ripresina; i dati economici dicono che il Paese sta sempre peggio e che ora hanno cominciato a tagliare in maniera pesante anche le spese per la tavola. A tracciare la desolante, ma per nulla imprevista (se non a Palazzo Chigi) fotografia è l’ Istat che ieri ha pubblicato i dati relativi ai consumi nel mese di marzo: meno 0,2 per cento rispetto al mese precedente e addirittura meno 3,5 per cento su base annua. Dati da brivido. Tuttavia, come dicevamo, la cosa più allarmante è che a calare, anzi a crollare, sono anche le spese per consumi alimentari, scese del 6,8 per cento sullo stesso mese del 2013 e del 2,9 per cento dall’ inizio dell’ anno. Per chi non lo sapesse, si tratta della decrescita più marcata dall’ inizio delle serie storiche mensili che l’ Istat cominciò solo nel 1995. Inutile ormai cercare una logica di sopravvivenza nella composizione del carrello della spesa perché gli italiani stanno tirando la cinghia persino sulla pasta (-4,7 per cento), sul latte (-3,2) e sull’ acqua minerale (-1,2) per non parlare di pesce (4,9 ), olio extravergine d’ oliva (-4,4), verdura e frutta (-2,8 ) e carne (1,4). Ma se persino supermercati e ipermercati, nonostante le promozioni che la grande distribuzione si può permettere di fare, cominciano a piangere, la colpa è della disoccupazione dilagante (ancora intorno al 13 per cento) e delle basse remunerazioni di chi invece un lavoro ancora ce l’ ha. Le retribuzioni contrattuali orarie, certifica l’ Istat, sono infatti rimaste ferme rispetto a marzo 2013, salendo solo dell’ 1,2 per cento su base annua. Anche qui si tratta di un record dal momento che quella registrata a marzo è la crescita annua più bassa da quando esistono le serie storiche, partite nel 1982. Difficile, in questo quadro, farsi coinvolgere da ll’ ottimismo del premier. «Come anticipato dal nostro indice dei consumi – argomentano, ad esempio, i tecnici della Confcommercio – continua la riduzione dei consumi che, per quanto riguarda gli alimentari in particolare, fanno registrare addirittura un risultato peggiore delle atte Il carrello della spesa è da Terzo Mondo: pasta (-4,7%), latte (-3,2), pesce (-4,9), olio (-4,4). Le associazioni di categoria e dei consumatori provano a dare la sveglia a Palazzo Chigi: «La ripresa non c’ è» se. Questa nuova caduta conferma ancora una volta che la ripresa si allontana e stenta a concretizzarsi. L’ e le va ta pressione fiscale e l’ i ncertezza sul carico tributario effettivo impediscono alle famiglie di rivedere al rialzo i propri piani di spesa». «Ridurre la pressione fiscale in modo strutturale e dissipare immediatamente le ombre e la confusione sulle imposte gravanti sugli immobili – conclude la Confcommercio – sono dunque le azioni più urgenti da intraprendere». Lancia l’ allarme anche il Codacons. «Tutti gli indicatori economici – commenta l’ associazione dei Consumatori – ci dicono che i consumi delle famiglie italiane sono in costante calo nel 2014, a dimostrazione del fatto che la ripresa è ancora molto lontana. Il potere d’ acquisto dei cittadini è tornato indietro di 25 anni, scendendo dell’ 8 ,1 per cento negli ultimi due anni. Per tale motivo il 2014 non potrà far segnare alcuna ripresa sul fronte dei consumi e delle vendite». «E nemmeno il bonus da 80 euro in busta paga introdotto dal governo Renzi – conclude perentorio il Codacons – sarà sufficiente a spingere in alto i consumi».
di alessandro montanari

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