15 Giugno 2001

Isvap in campo sul caro Rc-auto

Isvap in campo sul caro-Rc auto
Desiata: «Ogni compagnia si regola come meglio crede» – Marzano: «Il nuovo Governo vuole soluzioni strutturali»

I costi di riparazione, la frequenza dei sinistri, il fisco, che è il più alto d?Europa e che andrebbe ridotto: sono alcuni dei fattori che pesano sul caro tariffe delle Rc-auto. Ad individuarli è l?Isvap, l?Istituto di vigilanza sul comparto assicurativo che ieri ha lanciato una serie di proposte per contenere i costi e di conseguenza le tariffe. L?occasione è stata la presentazione del rapporto annuale dell?istituto, ieri mattina. In prima fila, il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano: toccherà a lui occuparsi della questione, lasciata sospesa dal Governo Amato. Il neo ministro non si è sbilanciato: «c?è un dossier alla mia attenzione, cerchiamo soluzioni strutturali al problema, non contingenti», ha detto. E intanto ha lanciato un invito alle compagnie: una moratoria volontaria delle tariffe (giudicata illusoria dall?Adusbef). Una scelta autonoma, quindi, sulla quale il presidente dell?Ania, Alfonso Desiata, ha evitato giudizi di merito: «ogni socio fa quello che vuole, dipende dalle condizioni di conto economico», ha detto, sottolineando che il settore Rc-auto perde 2.500 miliardi l?anno. E riferendosi alla presenza in sala del presidente dell?Antitrust, Giuseppe Tesauro, ha insistito: «non potrei dire altro, Tesauro ci accuserebbe di fare oligopolio». Lo scenario descritto dall?Isvap rappresenta un mercato assicurativo che continua a crescere: i premi di portafoglio diretto nel 2000 sono ammontati a quasi 131mila miliardi, di cui 77mila nei rami vita e quasi 55mila nei rami danni. Il peso rispetto al Pil è passato dal 5,6% del 1999 al 5,8%. Il settore vita ha avuto un utile di 3.573 miliardi, in aumento rispetto ai 3.087 del 1999, il settore danni ha avuto un avanzo di 230 miliardi, in miglioramento rispetto ai 43 miliardi del 1999. È ancora in perdita, invece, il ramo Rc-auto, anche se il passivo è passato dai 3.749 miliardi del 1999 ai 2.515 del 2000. Resta comunque un saldo negativo consistente, e ben 77 imprese su 85 chiudono il ramo in perdita. Inevitabile, quindi, che il peso dei costi si scarichi sulle tariffe. Proprio per questo l?Isvap ieri ha affrontato l?argomento Rc-auto lanciando nove proposte: ridurre la frequenza dei sinistri, che è la più alta d?Europa (12% nel 1999 in Italia contro l?8% della Germania, il 6,7% della Francia e il 5,6% dell?Olanda) con investimenti sulla rete viaria e la patente a punti; modalità concordate tra compagnie e centri specializzati per ridurre i costi di riparazione, che sono eccessivi; accordi tra case costruttrici e imprese per ridurre il prezzo dei pezzi di ricambio; sul tema delle perizie e liquidazione danni occorre un riordino delle reti e una maggiore valutazione del controllo dei periti; sul contenzioso si sollecita la risoluzione extragiudiziale delle controversie (nel 1999le cause civili pendenti erano 267.749); sui danni alle persone l?Isvap ritiene urgente l?approvazione di una tabella delle menomazioni e un completamento della disciplina sul danno biologico. Altri aspetti riguardano il fisco: dovrebbe scendere dal 12,5% alla media europea (circa 7-8%); sono necessari interventi per migliorare la produttività delle imprese e contenere i costi di gestione (il 18% sui premi 2000, incluse le provvigioni di acquisizione), infine le frodi: l?entrata in funzione della banca dati le potrà individuare meglio. Non solo: l?Isvap, come ha detto il presidente Giovanni Manghetti, pensa anche ad una rivoluzione per migliorare servizi e prezzi delle Rc-auto: il rimborso all?assicurato da parte della propria compagnia. Inoltre secondo il presidente dell?Istituto è indispensabile per avere miglioramenti nei servizi e nei prezzi una maggiore mobilità degli assicurati tra una compagnia all?altra. L?Isvap, inoltre, ha intenzione di ampliare il ruolo del Cid. Il progetto dell?Isvap è piaciuto al ministro Marzano: «condivido in pieno i punti di interventi sui costi, siamo sulla stessa lunghezza d?onda», ha commentato. Desiata, che martedì 26 giugno terrà l?assemblea annuale, ha anticipato aluni punti della relazione: l?obiettivo è «europeizzare il mercato», partendo dala fiscalità, inoltre occorre la franchigia direttamente opponibile al danneggiato, nel senso che entro una certa cifra è il responsabile del danno a pagare, e la bad company. Quanto all?attività ispettiva dell?Isvap gli accertamenti sono stati 119 ed hanno impegnato 2.815 giornate lavorative. Gli interventi effettuati hanno riguardato 52 società, 12 ispettorati sinistri e 55 tre agenzie, broker e altri operatori. I processi verbali notificati alle imprese sono 1.388, di cui 786 per il ramo Rca, per un ammontare di sanzioni pari a 6miliardi 937 milioni. Manghetti ha anche proposto al Governo di accompagnare la riforma del sistema previdenziale con polizze private per l?assistenza agli anziani non autosufficienti, la “long term care“. Giudizio favorevole alle proposte dell?Isvap è arrivato dalla Federconsumatori, che dissente sulla riduzione fiscale. Negativo invece il Codacons. Infine, gli apprezzamenti di Carlo Azeglio Ciampi, che ha inviato un messaggio giudicando «sempre più centrale», il compito dell?Istituto.



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