20 Febbraio 2020

Istat, torna a crescere la felicità degli italiani. Ma il Paese è diviso in due

 

Gli italiani sono «più soddisfatti». Della vita, in generale. Della propria situazione economica. Delle relazioni. Più contenti, rispetto agli anni scorsi. È quanto emerge dall’ indagine dell’ Istat «La soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita», riferita al 2019. Dopo la stasi del 2017-2018, torna infatti a crescere la quota di persone di 14 anni e più che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte per la propria situazione economica, raggiungendo il 56,5 per cento. Migliora la fiducia negli altri, anche se continuano a prevalere atteggiamenti di cautela: è meno di uno su quattro, il 23,9%, a ritenere che la maggior parte della gente sia degna di fiducia: il dato era del 21,0% nel 2018. Più felici al Nord Ma i «cuor contenti» non sono ugualmente distribuiti in tutt’ Italia. Alla domanda «Attualmente, quanto si ritiene soddisfatto della sua vita nel complesso?», in base a un punteggio da 0 a 10, è soprattutto chi vive al nord a dare «alla vita» un voto compreso tra 8 e 10: il 46,7% degli intervistati per il Report «La soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita-anno 2019». Al Centro l’ Istat rileva una quota intermedia (42,3%) e il Mezzogiorno la quota minore (39,2%). Si conferma così lo storico dualismo Nord-Sud. In generale, nel 2019 il Nord presenta un valore medio di soddisfazione pari a 7,2, il Centro pari a 7,1 e il Mezzogiorno un valore di 7,0. La regione con il più elevato livello di soddisfazione è il Trentino-Alto Adige (7,6). Tra le altre regioni con i più elevati livelli di soddisfazione, Valle d’ Aosta e il Piemonte, mentre quelle con i livelli più bassi sono la Campania e la Calabria. Più i giovani e meno le donne Oltre la metà dei giovani italiani under 25 è molto soddisfatta della propria vita. La soddisfazione diminuisce con il progredire dell’ età: la quota di molto soddisfatti è di oltre il 55% tra i 14-19 anni mentre scende sotto al 40% tra le persone di 65 anni e più. Rimangono differenze di genere: le donne con giudizi elevati di soddisfazione sono il 42% e gli uomini il 44,6%. Attivi, più felici A influire sul giudizio, la condizione occupazionale. La popolazione attiva nel mercato del lavoro o impegnata in un’ attività formativa (occupati e studenti) è la più soddisfatta ed esprime più frequentemente giudizi molto positivi: il 47,5% degli occupati e il 51,7% degli studenti esprimono un’ elevata soddisfazione. Anche la posizione nella professione incide: tra coloro che sono occupati, i dirigenti, gli imprenditori e i liberi professionisti (50,0%), insieme ai quadri e agli impiegati (50,2%), dichiarano livelli di soddisfazione più alti rispetto a operai (44,3%) e lavoratori in proprio (45,6%). Le persone in cerca di nuova occupazione (28,1%) e le casalinghe (38,8%) presentano, come in passato, i livelli più bassi. La situazione economica Dal report dell’ Istat emerge anche che la situazione economica è stabile per oltre 6 famiglie su 10. Nel 2019, cresce sensibilmente la quota di famiglie che giudicano migliorata o invariata la propria situazione economica rispetto all’ anno precedente (74,1% contro 70,6% del 2018). In particolare, cresce la percezione di stabilità (65,2% rispetto a 62,5% del 2018) e di poco anche quella di miglioramento della situazione (8,9% rispetto a 8,1% del 2018). Consumatori «È un dato molto positivo che salga dal 53% del 2018 al 56,5% del 2019 la quota di persone molto o abbastanza soddisfatte della loro situazione economica. Questo dato, però, va letto in parallelo con quello negativo, secondo il quale solo per l’ 8,9% delle famiglie la situazione economica è molto o un po’ migliorata negli ultimi 12 mesi, mentre per ben il 25,7%, ossia quasi 3 volte tanto, è un po’ (21,1%) o molto (4,6%) peggiorata. Mentre per la stragrande maggioranza, il 65,2%, è invariata, insomma è rimasta come era, quindi chi faceva fatica ad arrivare alla fine mese non ha avuto miglioramenti», commenta Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. Per il Codacons, invece, «ancora una volta l’ Italia risulta spezzata in due, con i cittadini residenti al Nord che registrano livelli più alti di fiducia e soddisfazione rispetto a chi risiede nel Mezzogiorno». «Anche sul fronte delle condizioni di vita e della fiducia il paese è letteralmente spezzato in due, con una forbice molto altra tra Nord e Sud Italia» spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

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