5 Settembre 2017

Istat, si rafforzano le prospettive di crescita in Italia

 

 

Si rafforzano le prospettive di crescita per l’ economia italiana. Così l’ Istat nella sua nota sull’ andamento dell’ economia italiana. L’ istituto di statistica ha precisato che, in un quadro internazionale caratterizzato dalla crescita dell’ economia statunitense e dell’ area euro, l’ economia italiana accelera sostenuta da una crescita diffusa tra i settori produttivi e dall’ aumento dell’ occupazione. L’ indicatore anticipatore mantiene un’ intonazione positiva segnando un rafforzamento delle prospettive di crescita. L’ istituto di statistica ha poi ricordato che nel secondo trimestre dell’ anno il pil ha segnato un aumento dello 0,4% sul trimestre precedente, registrando la crescita tendenziale più alta degli ultimi sei anni (+1,5% rispetto al secondo trimestre 2016). La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente per 0,3 punti percentuali alla crescita del pil, le scorte hanno fornito un contributo leggermente positivo (+0,1%) mentre l’ apporto della domanda estera netta è stato nullo, con aumenti congiunturali di intensità simile delle importazioni di beni e servizi (+0,7%) e delle esportazioni (+0,6%)”. “Dal lato della domanda”, secondo l’ istituto, “alla crescita congiunturale dei consumi finali nazionali (+0,2%) si è associato un aumento più marcato degli investimenti fissi lordi (+0,7%) che, dopo l’ interruzione del primo trimestre dell’ anno, hanno ripreso la fase positiva iniziata nel terzo trimestre 2014. La ripresa degli investimenti è stata determinata dal recupero della spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti (+0,6%) e, in misura maggiore, di quella per mezzi di trasporto (+8,2%)”. “Gli investimenti in costruzioni”, ha precisato l’ Istat, “hanno segnato una diminuzione (-0,4%). Il valore aggiunto dell’ industria in senso stretto è aumentato nel secondo trimestre (+0,9% rispetto al trimestre precedente), registrando una ripresa rispetto al primo trimestre (-0,5%). Il valore aggiunto delle costruzioni ha invece mostrato una diminuzione (-0,4% rispetto al trimestre precedente) mentre quello dei servizi è aumentato dello 0,4%, in lieve decelerazione rispetto al primo trimestre (+0,6%). “Ad agosto”, ha sottolineato ancora l’ Istat, “l’ indice del clima di fiducia dei consumatori ha registrato un forte aumento, alimentato dal miglioramento di tutte le componenti e dalla diminuzione delle aspettative sulla disoccupazione. L’ indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un incremento, anche se i segnali sono eterogenei tra i diversi settori economici. Il clima di fiducia delle imprese è aumentato nella manifattura, con un peggioramento dei giudizi sugli ordini, ma un miglioramento delle attese sulla produzione, e nei servizi. Nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio ha evidenziato un peggioramento”. “L’ economia accelera, la ripresa è accompagnata da indicatori positivi in tutti i settori produttivi e da un aumento degli investimenti e dell’ occupazione”, ha commentato il vicepresidente del gruppo Pd della Camera, Titti Di Salvo. Ma per l’ Unione Nazionale Consumatori si tratta di “miglioramenti ancora insufficienti”. “E’ vero”, ha spiegato l’ associazione, “che si segnala un rafforzamento delle prospettive di crescita, ma l’ Istat evidenzia anche che, nel secondo trimestre 2017, i consumi finali nazionali sono aumentati con un’ intensità inferiore a quella del trimestre precedente, i beni durevoli sono diminuiti su base congiunturale. Inoltre, è sceso il valore aggiunto delle costruzioni, l’ occupazione femminile si è ridotta a luglio di 28 mila unità, ed il tasso di disoccupazione è salito all’ 11,3% anche se l’ andamento è stato determinato dalla riduzione degli inattivi”. “Insomma”, ha concluso l’ Unc, “nessuna vera svolta per l’ economia italiana. L’ Italia migliora, ma meno degli altri Paesi e ad un ritmo ancora inadeguato”. La nota mensile Istat, ha commentato anche il Codacons, “fa ben sperare sul futuro dell’ economia italiana, tuttavia permangono ancora alcune criticità legate ai consumi delle famiglie che non crescono come dovrebbero”.

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