Istat, seconda flessione mensile per la produzione industriale
-
fonte:
- Milanofinanza.it
di Francesca Gerosa Per il secondo mese consecutivo a luglio si registra una flessione congiunturale della produzione industriale in Italia. L’indice destagionalizzato della produzione industriale è, infatti, calato dello 0,7% rispetto a giugno. A giugno la produzione aveva registrato una flessione dello 0,3% su mese (dato rivisto da -0,2%) e dell’1,2% a perimetro annuo. Le attese degli economisti erano per un calo dello 0,2% su mese e un rialzo dello 0,3% su anno. Corretto per gli effetti di calendario, ha precisato l’Istat, a luglio l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali sempre dello 0,7% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di luglio 2018).
In termini tendenziali, nel mese di luglio, “l’indice corretto per gli effetti di calendario è risultato in flessione per il quinto mese consecutivo”, ha aggiunto l’Istituto di statistica. Mentre nella media del trimestre maggio-luglio il livello destagionalizzato della produzione ha registrato una flessione dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti.
Quanto all’indice destagionalizzato mensile ha mostrato un aumento congiunturale solo per l’energia (+1,3%); diminuzioni si sono viste, invece, per i beni strumentali (-1,6%) e, in misura più lieve, per i beni di consumo (-0,3%) e per i beni intermedi (-0,2%). Invece gli indici corretti per gli effetti di calendario hanno mostrato due mesi fa un aumento tendenziale accentuato per l’energia (+5,8%) e più contenuto per i beni di consumo (+0,9%); sono diminuiti in modo marcato i beni strumentali (-3%) mentre è stata più moderata la diminuzione dei beni intermedi (-2%).
Tra i settori di attività economica che hanno registrato variazioni tendenziali positive si segnalano le altre industrie manifatturiere, la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+6,4% per entrambi i settori), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+5,1%). Le flessioni più ampie si sono viste nella fabbricazione di macchinari, attrezzature n.c.a. (-6,9%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,1%), e negli articoli in gomma, materie plastiche, minerali non metalliferi (-3%).
Un vero e proprio “flop” della produzione industriale italiana per il Codacons che ha chiesto al nuovo governo di bloccare l’aumento dell’Iva. “Il crollo su base mensile e base annua della produzione avrà pesanti ripercussioni anche sul pil e sulla crescita dell’economia italiana”, ha spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “I dati sulla produzione industriale subiranno addirittura un tracollo in caso di aumento dell’Iva nel 2020, perché già al momento l’industria italiana risente della stagnazione dei consumi”, ha proseguito Rienzi. “Se aumenteranno i prezzi al dettaglio si registrerà un’ulteriore contrazione della spesa con effetti devastanti sul settore industriale: una ragione in più perché il governo blocchi subito e con atti concreti l’aumento delle aliquote Iva”.
Non usa mezzi termini l’Unione Nazionale Consumatori. “Una Caporetto per l’industria italiana. Non ci sono più dubbi. L’Italia è attualmente in recessione (nel secondo trimestre del 2019 il pil italiano è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,1% nei confronti del secondo trimestre del 2018. La variazione acquisita per il 2019 è pari a zero, ndr). Iniziamo il terzo trimestre nel peggiore dei modi e per il quinto mese consecutivo si registra un andamento tendenziale negativo. Peggio di così non si può”, ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se a questo aggiungiamo, che se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi del luglio 2007, la produzione è ancora inferiore del 19%, ossia quasi un quinto, il quadro è ancor più desolante”, ha osservato ancora. “I beni di consumo durevoli, nonostante oggi, su base annua, abbiano registrato un ottimo +6%, hanno ancora un gap rispetto a 12 anni fa del 30,9%, quasi un terzo. Va molto meglio per i beni di consumo non durevoli, dove la distanza è di appena l’1,4%”, ha concluso Dona. (riproduzione riservata)
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Carlo Rienzi, industria, Istat, iva, produzione
