ISTAT: SALARI SALITI DI 4 EURO NEL 2012, FERMI A 1.304 EURO
CODACONS: UNA FAMIGLIA DI 3 PERSONE HA PERSO 1.044 EURO NEL 2012
RIDUZIONE CUNEO FISCALE NON BASTA PER RIDURRE LA POVERTA’
Secondo il Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e ministero del Lavoro, nel 2012 la retribuzione mensile netta è stata di 1.304 euro per i lavoratori italiani. Rispetto al 2011, il salario è aumentato di appena 4 euro. Per il Codacons questo dato è il motivo per cui nel 2012, sempre secondo il Rapporto di oggi dell’Istat, la povertà relativa nel 2012 ha raggiunto il valore più alto mai registrato ed i poveri assoluti sono raddoppiati dal 2005.
Considerato che nel 2012 il tasso di inflazione medio annuo, sia l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) che per le famiglie di operai e impiegati (FOI), è stato pari al 3%, il salario aumentato di appena 4 euro significa che gli italiani hanno avuto un tracollo in termini di potere d’acquisto. Il divario tra salari ed inflazione, tradotto in cifre, equivale, per una famiglia di 3 persone, ad una stangata, in termini di aumento del costo della vita, pari a 1.044 euro. Per una famiglia di 2 persone la tassa invisibile è di 858 euro, 1150 per una di 4 componenti.
Per il Codacons è questo il problema che va risolto se si vuole uscire da questa crisi. Fino a che i benefici fiscali decisi dal Governo sono sensibilmente inferiori all’aumento del costo della vita, i consumi continueranno a crollare, le imprese non avranno il lavoro necessario per assumere e la povertà continuerà a salire.
Se, come attestano i dati della Cgia di Mestre, lo sconto sulle tasse per le famiglie italiane nel 2013 è arrivato ad un massimo di 250 euro oppure la tanto annunciata riduzione del cuneo fiscale nel 2014 è, nei casi massimi, appena superiore ai 200 euro, è chiaro che non si ridà certo capacità di spesa alle famiglie, visto che basta un’inflazione di appena lo 0,7% per annullare tutti i benefici fiscali ottenuti.
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