27 Novembre 2020

Istat: rieplosione Covid e lockdown infligge nuovo colpo a fiducia imprese e consumatori

MILANO (Finanza.com) Il clima di incertezza che è ripiombato sull’Italia (tornata in lockdown con il Dpcm dello scorso 3 novembre) mina la fiducia di imprese e consumatori. Come dimostrano i dati diffusi dall’Istat, a novembre l’indice del clima di fiducia dei consumatori è passato da 101,7 a 98, mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese è sceso da 92,2 a 82,8 per effetto soprattutto del forte peggioramento dei servizi di mercato. “Il peggioramento dell’emergenza sanitaria ha influenzato la fiducia sia delle imprese sia dei consumatori”, commenta l’Istat sottolineando che per le imprese l’impatto negativo è ampio per il settore dei servizi, dove si registrano giudizi estremamente negativi e una caduta delle aspettative, soprattutto nel comparto turistico. Lato famiglie, aggiunge l’istituto di statistica, “la situazione emergenziale ha influito sulle opinioni relative alla situazione economica del Paese, ivi compresa la disoccupazione, che sono in deciso peggioramento rispetto al mese scorso”.

Un calo che ha riguardato tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori, anche se con intensità differenti. Il clima economico e il clima futuro registrano le flessioni maggiori, passando, rispettivamente, da 87,2 a 79,3 e da 104,0 a 98,8. Il clima personale scende da 106,4 a 104,7 e quello corrente diminuisce da 99,9 a 97,4. Anche sul fronte delle imprese, il peggioramento della fiducia è diffuso a tutti i settori: l’industria e il commercio al dettaglio registrano cali più contenuti mentre si evidenzia un crollo dell’indice relativo ai servizi di mercato. In particolare, nel settore manifatturiero l’indice scende da 94,7 a 90,2 e nelle costruzioni cala da 142,5 a 136,8. Nel commercio al dettaglio l’indice diminuisce da 98,9 a 95,2 mentre nei servizi di mercato cade da 87,5 a 74,7.

Per associazioni consumatori a rischio consumi legati a Natale

“Il calo della fiducia dei consumatori a novembre, considerata la situazione in cui versa il paese, è un dato ampiamente previsto che non sorprende – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Si riducono tutte le componenti, e le famiglie mostrano un marcato pessimismo sul clima economico e futuro del paese. Un dato questo che va considerato con la massima attenzione, perché avrà effetti diretti sulla propensione alla spesa dei consumatori”. “In particolare, sono a rischio i consumi legati alle festività natalizie, che risentiranno non solo delle limitazioni legate al Covid, ma anche del peggioramento della fiducia delle famiglie – prosegue Rienzi –. In tale contesto il Covid rischia di bruciare 1,5 miliardi di consumi legati alle feste, con una riduzione media della spesa del -14,5% rispetto al 2019″.

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