10 Ottobre 2019

Istat, recupero della produzione industriale in agosto

 

MILANO – La produzione industriale in Italia ad agosto è aumentata dello 0,3% rispetto a luglio (dato destagionalizzato) mentre è diminuita dell’ 1,8% rispetto ad agosto 2018 secondo i dati corretti per gli effetti di calendario (-4,8% il dato grezzo). Lo rileva l’ Istat sottolineando che nella media dei primi 8 mesi dell’ anno l’ indice della produzione industriale ha segnato una flessione tendenziale dello 0,9%. Tra i comparti resta in forte calo la produzione di autoveicoli ad agosto: il dato corretto su agosto 2018 segna un -20,6% (dato grezzo -25,2%). Tra gennaio-agosto 2019 sullo stesso periodo del 2018 la produzione di autoveicoli scende del -15,1%, dato corretto (dato grezzo -15,3%). I consumatori hanno accolto con commenti negativi i dati: “La lieve ripresa della produzione del +0,3% rispetto al mese precedente è del tutto insufficiente – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Rispetto al 2018, infatti, i numeri continuano ad essere fortemente negativi, e la produzione industriale registra su base tendenziale il sesto calo consecutivo, segnando una riduzione del -1,8%. Il bilancio dei primi 8 mesi dell’ anno non lascia spazio alle interpretazioni, con un calo del -0,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Toni simili dall’ Unc: “Dati negativi. Il lieve rialzo su base mensile non basta a interrompere l’ andamento tendenziale negativo che dura oramai da marzo, ossia da sei mesi”: così Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori, commenta i dati Istat sulla produzione industriale. “Difficilmente a settembre potrà verificarsi un tale rialzo da far tornare il terzo trimestre 2019 in territorio positivo, e questo avrà evidenti ripercussione sul Pil”, prosegue Dona. “A questo va aggiunto che, se si confrontano i dati di oggi con quelli precrisi dell’ agosto 2007, la produzione è ancora inferiore del 7,7% ed i beni di consumo durevoli, pur registrando un’ ottima performance rispetto ad agosto 2018, +5,9%, hanno ancora un gap, rispetto a 12 anni fa, del 14,2%. Va molto meglio, invece, per i beni di consumo non durevoli, che hanno ormai recuperato la distanza, registrando un -0,6 per cento”, conclude Dona.

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