12 Settembre 2011

Istat: produzione industriale in calo

Scesa a -1,6% su base annua e a -0,7% nel mese di luglio. Si tratta del primo calo tendenziale dal dicembre 2009. Crolla a -20% il settore abbigliamento.

Aumenti "irresponsabili" secondo il Codacons che attacca il Governo sulla manovra: una follia aver aumentato l’Iva dal 20 al 21%, da un lato colpisce le famiglie numerose che consumano di più e dall’altro va a incidere pesantemente su settori già in crisi come quello delle auto e dell’abbigliamento. Secondo i dati di oggi, infatti, la produzione di autoveicoli è in calo tendenziale del 16,3%, mentre la voce tessile, abbigliamento, pelle e accessori registra un -20%. In pratica l’aumento dell’Iva in questi settori significa dare il colpo di grazia a chi è già con l’acqua alla gola".

Crescita delle esportazioni nel secondo trimestre 2011, secondo i dati Istat dove si rileva una crescita congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali, più intensa per le regioni nord-orientali (+4,4%). Seguono il Mezzogiorno (+2%), le regioni centrali (+1,4%) e quelle nord-occidentali (+0,5%). Nel corso dei primi sei mesi del 2011 la crescita tendenziale risulta sostenuta. Particolarmente elevato è l’aumento per l’Italia insulare (+20,8%), mentre per le altre aree si registra un aumento del 15% circa. Tra le regioni che forniscono il maggior contributo alla crescita delle esportazioni nazionali si segnalano la Sicilia (+29,2%) e il Lazio (+20,8%). Rilevanti incrementi tendenziali riguardano anche Liguria, Puglia e Abruzzo. Sui mercati extra Ue forti incrementi delle vendite si registrano per Calabria, Basilicata, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia. Verso l’area Ue gli aumenti, di minore intensità rispetto all’area extra Ue, riguardano soprattutto Umbria, Puglia e Abruzzo. Il più ampio contributo alla crescita delle esportazioni nazionali è fornito dalle vendite della Lombardia in Germania. Rilevante è anche il ruolo dell’export della Liguria e Friuli-Venezia Giulia verso gli Stati Uniti e della Toscana e del Piemonte verso la Svizzera. Riduzioni significative delle vendite all’estero si registrano per il Friuli-Venezia Giulia nel Regno Unito e in Turchia, per la Sardegna nei Paesi Opec, per la Toscana nei Paesi Bassi e per la Liguria nel Regno.
 

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