19 Settembre 2013

ISTAT: PRODUZIONE COSTRUZIONI LUGLIO, -2% SU MESE, -10,8% SU ANNO

    ISTAT: PRODUZIONE COSTRUZIONI LUGLIO,  -2% SU MESE, -10,8% SU ANNO
    CODACONS: FALLITA LA POLITICA DEGLI INCENTIVI DEL GOVERNO

     

    GOVERNO SU  IVA CERCA ALIBI

    Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a luglio l’indice della produzione nelle costruzioni è diminuito, rispetto a giugno 2013, del 2,0% e del 10,8% rispetto a luglio 2012. Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione si è ridotta dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
    Per il Codacons questi dati dimostrano il fallimento della politica degli incentivi del Governo. L’indice, infatti, comprende non solo la produzione di nuovi lavori ma anche tutta l’attività riferita alla manutenzione. Sono comprese, dunque, le famose ristrutturazioni edilizie incentivate dal Governo con consistenti bonus fiscali. Ma nonostante l’elevata percentuale di spesa detraibile, il crollo è di tutta evidenza.
    Per l’associazione di consumatori, insomma, le famiglie sono talmente sul lastrico che gli incentivi non possono servire, siano essi per le ristrutturazioni che per l’acquisto di elettrodomestici. L’incentivo, infatti, presuppone che le famiglie abbiano i soldi ma non vogliano spenderli in questo momento.
    Ma se il 41,7% degli italiani è incapace di far fronte ad una spesa imprevista di 800 euro (ultimo dato Istat relativo al 2012), è evidente che gli incentivi non solo sono inutili, ma dannosi, dato che congelano risorse pubbliche che non saranno utilizzate e che invece il Governo farebbe bene ad immettere immediatamente nel sistema economico.
    Ecco perché la priorità del Governo dovrebbe essere il rinvio dell’aumento dell’Iva, dato che colpirebbe anche quel 41,7% di italiani già sul lastrico, riducendo ulteriormente la loro capacità di spesa. Ma per nessuna forza politica che sostiene il Governo l’Iva è davvero la priorità, dato che se lo fosse dovrebbero essere disposti anche ad aumentare le tasse pur di non far scattare l’aliquota al 22%.
    Certo, l’ideale sarebbe trovare  il miliardo necessario ad evitare l’aumento tagliando la spesa pubblica e combattendo  l’evasione. Chi non è d’accordo? Ma oramai, a 11 giorni dal 1° ottobre, sono diventate un alibi, una scusa per ritrovarci l’aumento.
    Per questo il Codacons propone di trovare i soldi aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie, titoli di Stato esclusi.

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