Istat: prezzi chiari. I consumatori: è un bluff
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fonte:
- Il Mattino
Proprio no. Quei numeri usati per calcolare l?inflazione non hanno mai convinto i consumatori che, dopo mesi di polemiche serrate con l?Istat, restano sempre dello stesso avviso: le famiglie italiane spendono molto di più di quel che raccontano gli indici della fabbrica delle cifre. E dunque qualcosa non quadra: il metodo va cambiato. Ma alla svelta.
Ieri, sul nodo del carovita c?è stato un altro vertice al ministero delle Attività produttive. E il presidente dell?Istat Luigi Biggeri ha giurato che stavolta le rilevazioni sui prezzi saranno migliorate. E che l?attività dell?istituto che dirige sarà più trasparente. Poi ha annunciato l?apertura di tavoli tecnici di confronto con i rappresentanti dei cittadini. Anche se ha precisato che «non tutte le richieste potranno essere soddisfatte. Dal momento che sarà difficile creare indici dei prezzi differenziati per tipologie di famiglie e altrettanto improbabile cambiare i criteri di calcolo dell?Rc auto». Intanto i consumatori hanno chiesto alla gente in giro per l?Italia se si fida o no dell?Istat. Il risultato? Il sondaggio non è ancora terminato. Ma le risposte raccolte fino ad ora danno il no ad una percentuale che supera l?80%.
Insomma, in attesa della prima riunione dell?Osservatorio dei prezzi fissata per il primo ottobre, lo sforzo dell?Istat non sembra sufficiente. Si perché «per il miglioramento della qualità del rilevamento a livello locale è stato fatto ancora troppo poco» – spiega Altroconsumo – mentre l?Intesa dei consumatori ribadisce la sua richiesta di misurare l?inflazione per fasce di reddito e di adottare panieri differenziati a seconda dei beni di prima necessità o di lusso. Per il Codacons l?incontro di ieri «è stato totalmente inutile» mentre per Rosario Trefiletti di Federconsumatori, «i tavoli vanno bene solo se danno risultati concreti». Più ottimista invece il giudizio di Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento consumatori Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori che giudicano le dichiarazioni di Biggeri una prima vittoria delle associazioni dei consumatori.
Intanto l?Intesa affila le armi. E si prepara a scendere in campo con lo sciopero della spesa (e contro i rincari previsti su treni e autostrade) proclamato per martedì 16 settembre. Una protesta alla quale aderiranno i sindacati e molte organizzazioni agricole e in vista della quale i consumatori hanno messo giù un vero e proprio vademecum.
«E Napoli che è la città con l?indice del carovita più alto – spiega Gianni De Luca numero uno della Federconsumatori Campania – diventa capitale della protesta, così il 16 mattina in tutte le zone commerciali partirà la carica degli uomini-sandwich: andranno in giro per le strade vestiti da grandi cartelli che spiegano le ragioni per cui aderire dello sciopero».
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