28 Dicembre 2016

Istat, più fiducia dai consumatori. Ma cala quella delle imprese

Istat, più fiducia dai consumatori. Ma cala quella delle imprese

Roma, 28 dicembre 2016 – Più fiducia da parte dei consumatori, meno invece da parte delle imprese.E’ quanto segnala l’ Istat riguardo al mese di dicembre 2016, ma il clima di ottimismo (da parte dei consumatori), potrebbe toccare positivamente anche i primi mesi almeno del nuovo anno. Nel frattempo, la nota trimestrale di Ministero del Lavoro, Istat, Inps e Inail annuncia un aumento dell’ occupazione su base annuaa livello generale, trainata da un incremento significativo del lavoro a tempo indeterminato. Spinta che però è più sensibile a livello tendenziale, mentre a livello congiunturale sembra invece in via di esaurimento. Cala nel terzo trimestre l’ occupazione deigiovani tra i 15 e i 34 anni.L’ indice di fiducia dei consumatori sale questo meseda 108,1 a 111,1,con progressi in tuttele sue componenti. Al contrario invece di quello relativo al climadelle imprese, che scende da 101,4 a 100,3, pure con dinamiche settoriali diversificate, dato che se da un lato peggiora la fiducia nei servizi (da da 105 a 102,5) e nelle costruzioni (da 124,2 a 120,4), cresce dall’ altro quella nellamanifattura (da 102,2 a 103,5) e nel commercio al dettaglio (da 106,5 a107,4).Nel mondo dell’ impresa, quali sono gli elementi che più condizionano il clima di fiducia? Nei confronti del comparto manifatturiero, per esempio, aumentano i giudizi positivi sugli ordini e le attesesulla produzione, e resta stabile il saldo dei giudizi sullescorte. Nel settore delle costruzioni, invece, peggiorano sia i giudizi sugli ordini (da -25 a -28) sia leaspettative sull’ occupazione (da -11 a -13), mentre neiservizisi deteriorano i giudizi e le attese sul livellodegli ordini (il saldo passa da 6 a 0 e da 5 a 0,rispettivamente), che dettano il trend negativo nonostante aumentino le attese sull’ andamentodell’ economia (da 3 a 7 il saldo). Puntodi forza del commercioal dettaglio, infine, le venditecorrenti, benché tornia diminuire quello delleaspettative di venditafuture; in calo anche il giudizio sulle scorte di magazzino.Per quanto riguarda i consumatori invece, aumenta la fiducia nel clima economico generale (da 127,6 a 133,8), e salgono anche il clima personalee corrente (da 101,3 a 102,7 e da 103,7 a 106,2). Migliorano anche le aspettative, il cui saldo torna ad aumentaredopo sette mesi in continua discesa. Leopinioni sull’ andamento dei prezzi nell’ arco di un anno, legate sia ai 12 mesi appena trascorsi sia come previsioni per i 12 futuri, evidenziano una diffusa attesa di diminuzione dei prezzi; diminuiscono, infine, le aspettative sulla disoccupazione.L’ ottimismo dei consumatori potrebbe dunque aprire le porte a un 2017 positivo per l’ economia italiana: secondo il Codacons infatti i risultati della rilevazione Istat potrebbero essere sintomo di un aumento dei consumi degli italiani, in particolare degli acquisti a breve termine, facendo ripartire quindi i consumi rimasti in stallo per tutto quest’ anno. “IlGoverno Gentiloni oradeve fare la sua parte – è l’ auspicio del presidente di Codacons Carlo Rienzi -, non deludendo le aspettative deiconsumatori e operando per la ripresa economica del paese,attraverso una seria politica di sostegno ai consumi”. Il premier dal canto suo ribatte su Twitter:”Buone notizie su crescita, contrattistabili, riduzione sofferenze bancarie. Possiamo fare di più.Fiducia negli italiani e impegno su lavoro”OCCUPAZIONE – Nel frattempo, altri dati positiviriguardanoil livello dell’ occupazione. Che aumentasu base annua, mentre resta più o meno stabilerispetto al trimestre scorso: l’ aumento è dello 0,9% rispetto al terzo trimestre del2015. Il saldo registra infatti +543mila posizioni di lavoro dipendente, di cui +489mila contatti a tempo indeterminato e 54mila determinato. Notizie meno buone per i giovani tra i 15 e i 34 anni. Nel III trimestre gli occupati in questa fascia d’ etàsono calati sia su base congiunturale (-1,1%) sia su base tendenziale (-0,6%) e sia in termini di tasso dioccupazione (in calo su base congiunturale dello 0,3%).La stessanotaevidenzia anche un aumento dei voucher venduti nei primi 9 mesi del 2016: 109,5 milioni, +34,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Inoltre, ivoucher riscossi per attivitàsvolte nel 2015, quasi 88 milioni, corrispondono a circa 47milalavoratori annui full-time, e rappresentano lo 0,23% deltotale del costo lavoro in Italia.Il tassodi occupazione destagionalizzato, infine, èstato pari al 57,3% negliultimi due trimestri, in recupero di quasi due puntipercentuali rispetto al momento di minimo (terzo trimestre2013, 55,4%), ma ancora distante dal momento di massimo (il secondo trimestre 2008 con il suo58,8%).

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