19 Febbraio 2003

Istat nella bufera: «Sui prezzi ci siamo sbagliati»

Istat nella bufera: «Sui prezzi ci siamo sbagliati»

L?associazione dei consumatori all?assalto: «Adesso diano le dimissioni». I sindacati: intervenga il governo




ROMA – L?inflazione a gennaio si è fermata al 2,7 per cento, dice l?Istat. Non è vero, contrattaccano le associazioni dei consumatori. E, nel pomeriggio, l?Istat deve ammettere che sì, si è proprio sbagliata anticipando un blocco della spesa sanitaria che poteva essere calcolato solo a partire dal mese successivo, perchè il decreto è in vigore a decorrere dal 16 gennaio, un giorno fuori dalle rilevazioni Istat, da chiudere tassativamente il 15. In serata, il ricalcolo dell?Istituto. L?inflazione a gennaio ha viaggiato al 2,8 per cento annuo e ha avuto un incremento dello 0,4 per cento rispetto a dicembre. Dunque, Istat sorpresa con le mani nella marmellata, proprio quando tutti protestano che il costo della vita è ben più alto di quello registrato secondo il paniere (cioè l?insieme dei beni sui quali si fanno le rilevazioni) vigente.
E, mentre l?ufficio di statistica riconosce il proprio errore, le associazioni dei consumatori chiedono le dimissioni del vertice. Si mettono in campo anche i sindacati rivolgendo al governo una richiesta di spiegazioni, visto che sull?indice Istat si fanno i calcoli degli aumenti salariali contenuti nelle piattaforme per i rinnovi contrattuali.
Da tempo le rilevazioni dell?istituto sono oggetto di polemica. Così forte (e forse con argomentazioni così convincenti) che lo stesso governatore della Banca d?Italia Antonio Fazio il 25 gennaio scorso ha ammessso che «l?inflazione percepita dai consumatori è nettamente superiore a quella rilevata dall?Istat». Tre giorni dopo l?ufficio centrale di statistica ha presentato un nuovo paniere con alcune rettifiche che le associazioni dei consumatori non hanno trovato convincenti e siccome una sentenza del Tar del Lazio li ha messi in grado di accedere alle rilevazioni del paniere, ieri hanno trovato l?errore.
Che, dicono loro, non a caso tende a far diminuire il tasso di inflazione del mese di gennaio. Secondo i consumatori, poi, il peso della Rc auto non è ben definito e nonostante il presidente Istat Luigi Biggeri difenda l?operato dell?istituto, a parer loro, 21 capoluoghi di provincia omettono di fare rilevazioni. In questa polemica si inserisce l?Eurispes che all?inizio di gennaio dice: gli aumenti reali dei prodotti alimentari sono pari al 29 per cento e non del 3,8 per cento come sostiene l?ufficio centrale e, ha aggiunto ieri, il paniere Eurispes è verificato sui listini e più rigoroso.
Ieri, l?ultimo capitolo. Secondo l?Istat, l?inflazione è stata tenuta ferma dal calo della spesa sanitaria valutabile in meno 1,3 per cento. Dopo poche ore l?ammissione di aver sbagliato il calcolo. Un coro dalle associazioni dei consumatori: diano le dimissioni i vertici dell?istituto.
Mentre i sindacati chiedono al governo di spiegare la correttezza dei sondaggi statistici. E il presidente dell?Eurispes Gian Maria Fara torna alla carica contro i sistemi adottati.

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