5 Febbraio 2019

Istat, nel paniere entra lo zenzero ma a gennaio l’ inflazione è in frenata

Hanno conquistato le tavole degli italiani grazie alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Ora entrano di prepotenza nel paniere delle 1.507 voci utilizzate dall’ Istat per il calcolo dell’ inflazione, che fotografa con i prezzi anche i cambiamenti nelle abitudini di consumo delle famiglie. Frutti di bosco e zenzero sono le new entry tra i beni alimentari, un boom certificato dalla Coldiretti che calcola per lo zenzero un aumento delle vendite del 73% nel 2018. Nel campo dei trasporti, fanno il loro ingresso bicicletta elettrica e scooter sharing, a testimoniare il sempre maggiore interesse per una mobilità più sostenibile sia sul piano ambientale che economico, mentre le nuove tendenze tra i più sportivi determinano l’ ingresso dell’ hoverboard (la tavola elettrica munita di ruote). Al suo esordio anche la web tv, che certifica la voglia di intrattenimento on demand, e la cuffia con microfono. Escono invece cd e dvd vergini e la lampadina a risparmio energetico, sostituita dalla più moderna lampada a Led. Una cartina tornasole della società: sempre più orientata all’ acquisto di tecnologia, ma anche alla ricerca di uno stile di vita più salutista. Più vecchia, tanto che ad arricchire la lista entrano pannoloni e traverse salvaletto. E con più voglia di tempo libero: largo anche a sedie e mobili da esterno. Novità anche nel campo dell’ energia elettrica: i prezzi del mercato libero affiancano quelli del regime di maggior tutela. Se i prodotti cambiano, l’ inflazione continua a segnare il passo, rallentando ancora: a gennaio, secondo le stime preliminari dell’ Istat, l’ indice si ferma allo 0,9%, dall’ 1,1% di dicembre, con una frenata per il secondo mese consecutivo. È il valore più basso dall’ aprile del 2018. Su base mensile si registra invece un aumento dello 0,1%. «Si accentuano i segnali di debolezza che avevano caratterizzato l’ ultima parte del 2018» dichiara l’ Istat. «L’ inflazione frena e conferma la debolezza del mercato interno – osserva Confesercenti – il calo segnato a gennaio è dovuto a una domanda purtroppo ancora stagnante. In questo contesto, è probabile che il tasso di inflazione continui a decelerare per tutto l’ anno, scendendo sotto la soglia dell’ 1%, in netto calo rispetto all’ 1,2% dal Def. Un segnale – sottolinea – che lascia presagire un anno difficile per i consumi». «La scomparsa dell’ inflazione – commenta l’ Ufficio studi della Confcommercio – è coerente con la riduzione del livello di attività economica sperimentato nell’ ultimo semestre del 2018». Codacons e Unione nazionale consumatori avvertono : l’ inflazione cala, «specchio della fase di stallo dei consumi e la situazione di crisi del commercio», ma si tradurrà comunque in un aggravio di spesa di circa 270 euro. «La diminuzione dell’ inflazione – dichiara il Codacons – è un segnale preoccupante, perché i prezzi al dettaglio risentono dei consumi da parte delle famiglie». Secondo i conti dell’ Unione nazionale consumatori «per una coppia con due figli l’ inflazione a +0,9% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 279 euro, ma solo 56 euro per il carrello della spesa». Per l’ Unc, tuttavia, «l’ effetto recessione sui prezzi» ha avuto comunque una conseguenza positiva: «il raffreddamento dei prezzi e la conservazione del potere d’ acquisto delle famiglie», con il calo dei prezzi del carrello della spesa, da +0,7% del mese precedente a +0,5%. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
maria rosa tomasello

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