Istat: nel paniere entra il tatuaggio, esce il vagone letto
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
Benvenuto tatuaggio, addio vagone letto. Cambia il paniere dell’ Istat per l’ inflazione. A rappresentare le nuove abitudini di consumo delle famiglie nel 2016 entrano appunto il tatuaggio, le bevande vegetali, il pantalone corto da uomo, i leggings bambina, la lampadina led, i panni cattura-polvere, i servizi integrati Tv, Internet e voce e gli alloggi universitari. La rilevazione si arricchisce inoltre dei prezzi delle auto usate e del trapano elettrico. Escono, invece, cuccette e vagoni letto. Per il 2016, la revisione del paniere riflette anche l’ introduzione della nuova classificazione dei beni e servizi destinati al consumo ECOICOP (European Classification of Individual Consumption by Purpose). Nel 2016 il paniere utilizzato per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo per l’ intera collettività nazionale (NIC) e per le famiglie di operai e impiegati (FOI) si compone di 1.476 prodotti elementari (1.441 nel 2015), raggruppati in 901 prodotti, a loro volta raccolti in 400 aggregati. Per il calcolo dell’ indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), il paniere comprende 1.484 prodotti elementari (1.457 nel 2015), raggruppati in 906 prodotti e in 404 aggregati. Codacons, incomprensibile cambio pesi paniere Istat – Il Codacons giudica “incomprensibile” la variazione dei pesi che l’ Istat attribuisce alle varie voci del paniere per il calcolo dell’ inflazione, con l’ aumento del peso dei servizi ricettivi e di ristorazione e il calo della divisione trasporti. “Va bene inserire nel paniere i tatuaggi, le lampadine al led e i servizi integrati di telecomunicazione, perché negli ultimi anni tali prodotti sono entrati prepotentemente nella vita degli italiani”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Il vero problema dell’ inflazione – aggiunge – tuttavia, è rappresentato dai pesi che l’ Istat attribuisce alle singole voci”. Rienzi osserva che “negli ultimi anni le famiglie hanno tagliato fortemente proprio viaggi e cene al ristorante”, mentre la voce trasporti “incide pesantemente sulle uscite mensili dei cittadini”.
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