Istat: nel 2016 potere acquisto famiglie sale dell’1,6%, al top da 2001
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fonte:
- RAI news 24
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calo invece il potere d’acquisto delle famiglie nel quarto trimestre
del 2016: “a fronte di un aumento dello 0,2% del deflatore implicito dei
consumi delle famiglie, il potere d’acquisto delle famiglie
consumatrici è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente”,
spiega l’Istituto
Nel 2016 il potere d’acquisto delle famiglie italiane è aumentato dell’1,6%. Lo comunica l’Istat. Si tratta del dato più alto dal 2001, ossia da 15 anni. In calo invece il potere d’acquisto delle famiglie nel quarto trimestre del 2016: “a fronte di un aumento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi delle famiglie, il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente”, spiega l’Istituto. Nel 2016 anche il reddito disponibile è aumentato dell’1,6% e la spesa per consumi finali dell’1,3%, dando luogo a un aumento della propensione al risparmio di 0,2 punti percentuali rispetto al 2015. Nell’ultimo trimestre del 2016 è inoltre diminuita la pressione fiscale di 0,6% perentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno prima, scendendo sotto la soglia del 50%, precisamente al 49,6%. L’Istat conferma il dato annuo – per l’intero 2016 – al 42,9%, anche in questo caso in calo a confronto con il 43,3% del 2015. Per quanto riguarda le amministrazioni pubbliche – nel quarto trimestre del 2016 – l’indebitamento netto in rapporto al Pil è stato pari al 2,3%, stabile rispetto allo stesso trimestre del 2015 – comunica l’Istat – Complessivamente, prosegue l’Istituto, nel 2016 si è registrato un indebitamento netto pari al 2,4% del Pil, in riduzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2015. Codacons: aumento potere d’acqusito “è illusione” Solo una “illusione ottica”. Così il Codacons commenta l’aumento del potere d’acquisto nel 2016 registrato dall’Istat. “L’incremento del potere d’acquisto dell’1,6% è da attribuirsi unicamente alla deflazione e al crollo dei prezzi al dettaglio avvenuto nel corso del 2016, quando l’inflazione ha fatto segnare una media del -0,1% – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Questo ha portato ad un aumento della capacità di spesa delle famiglie, che tuttavia è fittizia, perchè non corrisponde ad un miglioramento reale delle condizioni economiche dei cittadini. La strada per tornare ai livelli di potere d’acquisto e consumi pre-crisi è ancora molto lunga, e a dirlo sono i numeri – prosegue Rienzi -. Tra il 2007 e il 2014, infatti, la capacità di spesa delle famiglie è diminuita complessivamente del -12%, mentre nello stesso periodo i consumi degli italiani sono crollati per la maxi-cifra di 80 miliardi di euro”.
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