Istat, la pressione fiscale sale al 40,4%. Sale il reddito delle famiglie, ma diminuisce il potere d’ acquisto
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fonte:
- Corriere.it
il reddito disponibile in leggero aumento (+0,1 per cento), ma il deflatore dei consumi porta a una riduzione della capacità reale di spesa: -0,2 per cento
Nel terzo trimestre del 2018, tra luglio e settembre, la pressione fiscale è stata pari al 40,4% del Pil, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Lo rende noto l’ Istat con i conti trimestrali delle pubbliche amministrazioni. Il reddito disponibile delle famiglie italiane è aumentato nel terzo trimestre 2018 dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,3%. Lo comunica l’ Istat spiegando che di conseguenza, la propensione al risparmio è stata pari all’ 8,3%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di una variazione dello 0,3% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’ acquisto delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. «Il Paese arretra. Si peggiora invece di migliorare. Il reddito delle famiglie, che nel secondo trimestre era salito dell’ 1,1% rispetto al trimestre precedente, ora sale appena dello 0,1%. Bisogna tornare al terzo trimestre 2016 per avere un incremento più basso». Questo il commento di Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat relativi a consumi e redditi delle famiglie. Aggiunge Dona: «Fino a che il potere d’ acquisto peggiora ed i redditi restano al palo, è chiaro che i consumi non potranno ripartire come servirebbe per rilanciare la crescita e si resterà agli zero virgola. Inoltre, dato che i risparmi non si possono sacrificare a lungo, il rischio che si torni in territorio negativo è dietro l’ angolo». La riduzione della capacità d’ acquisto delle famiglie è un segnale pericoloso perché ha effetti negativi sui consumi e sull’ economia nazionale. Lo afferma il Codacons, commentando i dati Istat che vedono nel terzo trimestre del 2108 una riduzione del potere d’ acquisto del -0,2% rispetto al trimestre precedente. «I nostri timori su un peggioramento delle condizioni economiche dei consumatori trovano conferma nei numeri diffusi oggi dall’ Istat – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi -. I consumi permangono in fase di stallo con una crescita inconsistente del +0,3%, mentre il reddito disponibile segna un misero +0,1%. Per gli acquisti i consumatori devono quindi attingere ai risparmi, che non a caso risultano in calo del -0,2%. Un quando negativo quello disegnato dall’ Istat per il terzo trimestre 2018, che deve portare il Governo a lavorare per introdurre misure in grado di aumentare realmente il potere d’ acquisto dei cittadini e avere effetti positivi sui consumi ancora del tutto insoddisfacenti», conclude Rienzi. 7 gennaio 2019 (modifica il 7 gennaio 2019 | 12:49)
redazione economia
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