27 Maggio 2016

Istat, la fiducia dei consumatori peggiora

Istat, la fiducia dei consumatori peggiora

Migliora la fiducia delle imprese a maggio ma peggiora quella dei consumatori. E’ quanto emerge dalla rilevazione dell’ Istat per questo mese. L’ indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce, infatti, a 112,7 da 114,1 rispetto ad aprile. Si tratta del livello più basso da agosto 2015. Movimento inverso per lo stesso indice relativo alle imprese, in aumento da 102,7 a 103,4, il nuovo massimo da dicembre scorso. Nello specifico, tra le componenti dell’ indice dei consumatori, il clima personale cresce a 105,4 da 104,8, mentre diminuiscono la componente economica a 135,9 da 140,2, quella futura a 117,8 da 120 e quella corrente a 109,8 da 110. Peggiorano anche i giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese, rispettivamente a -47 da -39 e a 3 da 8. Aumenta, invece, il giudizio sui prezzi nei passati 12 mesi a -27 da -36 e quelli attesi per i prossimi 12 a -20 da -33. Sulla disoccupazione le aspettative calano da 21 a 25. Riguardo le imprese, il clima di fiducia nella manifattura scende a 102,1 da 102,7, nelle costruzioni a 120,4 da 121,2, nei servizi di mercato a 107,4 da 107,9 e nel commercio al dettaglio a 100,9 da 101,9. In particolare nelle imprese manifatturiere il giudizio sugli ordini passa da -14 a -15 mentre le attese sulla produzione rimangono stabili a 10; sulle scorte il giudizio passa da 4 a 3. Nelle costruzioni migliorano i giudizi sugli ordini da -35 a -34 sebbene non si attenda un miglioramento dell’ occupazione. Nei servizi migliorano le attese sugli ordini da 8 a 11 ma peggiorano le attese sull’ andamento dell’ economia italiana da 2 a -1. Nel commercio al dettaglio in calo la stima sulle vendite future da 23 a 14 mentre restano stabili quelle sulle vendite correnti. In calo, infine, il giudizio sulle scorte di magazzino da 11 a 5. Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, i dati sono un pessimo segnale per l’ economia nazionale, soprattutto per i riflessi sulla propensione alla spesa delle famiglie. Il calo potrebbe essere il preambolo di un’ estate fredda sul fronte dei consumi, in un momento in cui “servirebbe sostenere la domanda interna”, secondo Rienzi. “Se le famiglie sono meno ottimiste sul futuro, infatti, saranno indotte a ridurre i budget di spesa e a rimandare a periodi migliori gli acquisti”, conclude il presidente dell’ associazione dei consumatori. Pessimista anche l’ Unione nazionale dei consumatori. Il segretario, Massimiliano Dona, sottolinea come “le parole non bastano se le tasche sono vuote. Capiamo l’ esigenza politica di incutere fiducia e instillare ottimismo, rassicurando gli italiani. Ma alla fine i nodi vengono sempre al pettine”. Inoltre, secondo l’ associazione, peggiorano anche le aspettative sulla disoccupazione, “nonostante sia il fronte sul quale sono stati ottenuti i maggiori successi”. secondo Dona. “Questo dovrebbe indurre il governo a un cambio di passo”, ha concluso il rappresentante dell’ associazione.
barbara pianese

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