Istat: la crescita è lenta Gentiloni resta fiducioso
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fonte:
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
in europa la media è del 3,5%, il pil nazionale per il 2017 si ferma invece all’ 1% il premier: il dato ci spinge ad affrontare a testa alta le sfide dei prossimi mesi
di Maria Berlinguer wROMA L’ Istat vede al rialzo il Pil italiano ma l’ Italia, con l’ 1%, resta il grande malato dell’ Europa che cresce a una media del 3,5%. Gentiloni però vede il bicchiere mezzo pieno, perché i dati registrati sul 2016 (+0,9) certificano una crescita seppur lenta, trainata soprattutto dai consumi interni. E il Pil all’ 1% resta comunque il miglior dato degli ultimi sette anni. «Le condizioni di crescita ci sono anche se graduali. Ma il fatto che questa gradualità abbia una spinta verso l’ alto, ci spinge ad affrontare a testa alta le sfide dei prossimi mesi», dice il premier che in mattinata ha anche avuto l’ ok di Bruxelles sui conti del Bel Paese. «Si dirà che l’ Istat ha aggiustato le stime solo dello 0,1% ma qui si vive di aggiustamenti progressivi», aggiunge il capo del governo convinto che finalmente ci siano le condizioni di crescita anche se saranno graduali. Ma associazioni dei consumatori e sindacati non sono altrettanto ottimisti. E anzi sottolineano il divario che separa l’ Italia dal resto del Vecchio Continente, chiedendo misure per il rilancio dell’ occupazione e un piano per «intervenire sulla redistribuzione dei redditi». Per una vera ripresa del mercato interno, spiegano, è necessario fare investimenti per lo sviluppo e un piano straordinario che restituisca ai tanti, troppi disoccupati, prospettive e opportunità. Parole condivise dalla segretaria generale della Cgil. Susanna Camusso si dichiara «un po’ stupefatta» dai dati Istat che a suo dire «seguono gli umori dei dibattiti che ci sono intorno». Le ultime cifre sul Pil e occupazione «dicono che noi stiamo crescendo meno degli altri e che continuiamo ad avere tassi di disoccupazione più alti di quelli che hanno degli altri Paesi, bisogna fare delle scelte che strutturalmente cambino le cose: deve cambiare il numero della disoccupazione», avverte la Camusso. A contribuire in positivo alla crescita del Pil, spiega l’ Istat, sarà infatti la domanda interna, ovvero i consumi delle famiglie (1,1%) mentre l’ apporto della domanda esterna dovrebbe essere negativo (0,1). «I rischi al ribasso – segnala l’ istituto di ricerca – sono costruiti da una più moderata evoluzione del commercio internazionale e dall’ eventuale riaccendersi di tensioni sui mercati finanziari». In miglioramento anche i dati sull’ occupazione. Il 2017 dovrebbe chiudersi con un più 0,7% alla voce unità di lavoro, dato comunque in decelerazione sugli anni precedenti, e con un tasso di disoccupazione pari all’ 11,5% in calo rispetto all’ 11,7 del 2016. «Stiamo recuperando il gap di disoccupazione che avevamo accumulato nell’ arco della crisi e siamo vicini al recupero completo ma non basta», ammette il ministro del Lavoro. Per Giuliano Poletti «abbiamo tanti disoccupati e quindi bisogna fare di più». Malgrado il segno più l’ Italia resta, per dirla con il Codacons, la lumaca d’ Europa e non fa balzi per avvicinarsi ai Paesi più virtuosi. Da noi negli ultimi due anni il Pil ha totalizzato una crescita dell’ 1,9 inferiore a quello della Spagna (5,6%) della Francia (2,1) e della Germania con il 3,5%. Per l’ Istat la lentezza italiana è ormai una costante. «La diversa intensità della crescita rispetto all’ area euro costituisce una caratteristica dell’ attuale ciclo economico», avverte l’ Istat. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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