Istat, l’ inflazione risale (+0,2), ma resta anemica
-
fonte:
- La Sicilia.it
ROMA. L’ inflazione in Italia segna una “ripresina”, portandosi ad aprile allo 0,6% dallo 0,4% di marzo. Il tasso resta comunque basso. Invece subiscono una frenata i prezzi dei beni che solitamente vanno a finire nel carrello della spesa: arretrano allo 0,5%, scendendo così addirittura sotto il livello generale, come non accadeva da un anno e mezzo. A fornire i dati definitivi sull’ inflazione nel mese scorso è l’ Istat, che fa notare come, se gli alimentari sono risultati sotto tono, non si può dire lo stesso per i trasporti, su cui pesa l’ effetto Pasqua, che si è riflesso sui biglietti aerei (+20,7% in un solo mese). Il piccolo passo avanti dell’ inflazione trova riscontri dal Nord al Sud, con Venezia che esce dalla deflazione in cui era caduta a gennaio. Guardando ai diversi settori, colpisce come ad aprile il comparto alimentare (+0,4%) abbia segnato un tasso inferiore a quello dell’ inflazione generale, trascinato in basso da frutta e verdura fresca. Ma è solo la voce “comunicazioni” a registrare un calo, per altro molto pesante (-8,8%). Basti pensare che per i cellulari l’ Istat rileva un crollo del 19,1% su base annua. In realtà è tutto il versante tecnologico a mostrarsi sempre più economico. Non a caso la stessa dinamica si riscontra per portatili e tablet (-12,9%). Puntando la lente sulle bollette, c’ è una spaccatura tra, gas e luce da una parte, in rallentamento dopo i tagli decisi dall’ Autorità per l’ energia; e, dall’ altra, la raccolta di acque reflue (+6,7%) e di rifiuti (+17,9%). Tornando al dato generale, Confesercenti commenta positivamente l’ accelerazione dell’ inflazione, interpretandola “come un primo timido segnale positivo sul fronte della ripresa dei consumi”. Invece per Confcommercio la risalita è “modesta e riflette principalmente fattori di natura stagionale”. Intanto le organizzazioni dei consumatori fanno i calcoli sulla ricaduta per le tasche degli italiani: con un tasso allo 0,6% tendenziale e allo 0,2% congiunturale per Federconsumatori e Adusbef la stangata sarebbe di “216 euro annui per una famiglia di tre persone”. E il Codacons stima un aggravio di poco più leggero, pari a 201 euro. A livello europeo sembra avvicinarsi sempre di più un nuovo intervento della Bce per sostenere l’ inflazione anemica dell’ Eurozona e cercare di indebolire l’ euro: anche la Bundesbank, che spesso ha posto freni all’ interventismo di Francoforte, sarebbe pronta a dare il proprio assenso, anche se tutto dipenderà dalle nuove stime d’ inflazione a lungo termine. Una fonte della banca centrale tedesca ha raccontato al Wall Street Journal che la Bundesbank sarebbe pronta a sostenere un pacchetto di misure di stimolo da parte della Bce al prossimo consiglio Bce del 5 giugno. Non un semplice taglio del tasso principale d’ interesse, che gli economisti si aspettano allo 0,1% dall’ attuale 0,25%. Ma anche altre misure non convenzionali. Come un tasso negativo sui depositi, che sarebbe una misura senza precedenti per le grandi banche centrali, in quanto penalizzerebbe gli istituti di credito che parcheggiano liquidità alla Bce anziché prestarsela fra loro, allo scopo di mettere in circolo fondi; oppure l’ estensione dei prestiti illimitati a tasso fisso alle banche da metà 2015 attuale scadenza) fino a metà 2016; l’ offerta di nuovi maxi-prestiti alle banche a lungo termine; e c’ è anche l’ ipotesi di non ritirare più la liquidità che la Bce mise in circolo quando comprò 175 miliardi di titoli di Stato fra il 2010 e il 2011; e si ipotizzano anche alcuni acquisti di titoli che hanno come sottostante pacchetti di prestiti a famiglie e imprese, allo scopo di liberare il bilancio delle banche così che queste concedano maggior credito all’ economia.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Inflazione, Istat, Prezzi
