18 Dicembre 2010

Istat, l’ industria segna il passo: sono fermi fatturato e ordinativi

ROMA. L’ industria italiana aspetta ancora a spingere sull’ acceleratore: dopo la battuta d’ arresto di settembre, a ottobre il fatturato e sopratutto gli ordinativi rimangono deboli. A pesare sono le perfomance sul mercato nazionale, mentre ancora una volta è l’ export a fare da traino. Se, così, rispetto al mese precedente i ricavi non vanno oltre una crescita dell’ 1% e le commesse restano ferme, il confronto con 12 mesi prima offre una quadro migliore, con rialzi a doppia cifra sia per il giro d’ affari che per gli ordinativi. Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, infatti, rimarca l’ andamento tendenziale, giudicandolo «fortemente positivo». Nel dettaglio, a ottobre le vendite in Italia salgono solo dello 0,4% su base mensile, un rallentamento bilanciato grazie al risultato ottenuto all’ estero (+2,4%). Sulla stessa linea gli ordini, con quelli nazionali che registrano addirittura un calo (-1,2%), contro il segno più raccolto fuori dai confini nazionali (+2,3%). Più confortante l’ andamento su base annua, anche se a tirare è sempre l’ export: il giro d’ affari sale del 13,3%, grazie a +22,4% messo a segno all’ estero, e gli ordini crescono del 12,4% (+21,1% per quelli esteri). Guardando ai diversi settori, per il fatturato e gli ordinativi i rialzi maggiori si rilevano per la metallurgia (rispettivamente +26,9%, +27,7%) e le macchine utensili (rispettivamente +21,8%,+24,5%). Invece, sul fronte autoveicoli si assiste a un crollo per gli ordinativi (-19% dato grezzo), accompagnato da un calo dei ricavi (-2,5% dato grezzo). Inoltre, la ripresa della locomotiva italiana non potrà contare sugli investimenti in ricerca e sviluppo, visto che la spesa destinata a queste attività dopo essere salita, anche se a ritmi decelerati, e aver superato quota 19 miliardi di euro nel 2008, è prevista in calo per il 2009 e il 2010. Sempre secondo un rapporto dell’ Istat, infatti, i due principali propulsori, imprese e università, metteranno a disposizione meno risorse. Tornando all’ industria, secondo Romani «c’ è un andamento fortemente positivo rispetto all’ anno scorso. Mi sembra che siamo andati nettamente meglio. Non vorrei dire straordinario ma è un dato molto interessante». Preoccupati, al contrario, sindacati e consumatori: per la Cisl «i volumi di fatturato e ordinativi sembrano inchiodati al 2005», sulla stessa lunghezza d’ onda la Uil, che vede il sistema produttivo del paese in «stallo», mentre per il Codacons l’ Italia «va a rimorchio degli altri Paesi».
 

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