Istat, l’ aumento dell’ Iva fa impennare l’ inflazione
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fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA L’ inflazione ad ottobre è balzata al 3,4%, dal 3% di settembre, raggiungendo il livello più alto da tre anni. E, se si guarda al carrello della spesa, la lista dei prodotti che rientra nella lista quotidiana degli acquisti, il rincaro su base annua diventa del 4,1%. Anche in questo caso si tratta del rialzo maggiore dall’ ottobre del 2008. Basti pensare che in un solo mese i prezzi al consumo sono saliti dello 0,6%, come non accadeva dal giugno del 1995, ovvero da 16 anni. La spinta più decisa ai rincari, spiega l’ Istat confermando le stime provvisorie rilasciate due settimane fa, è arrivata dall’ aumento dell’ aliquota dell’ Iva ordinaria (passata al 21% dal 20%). Incremento che, entrato in vigore il 17 settembre assieme alla manovra, ha per la prima volta prodotto appieno i suoi effetti proprio ad ottobre. Allargando lo sguardo all’ Europa, secondo l’ indice armonizzato dei prezzi per i Paesi dell’ Ue (Ipca) calcolato da Eurostat, l’ inflazione negli Stati della moneta unica è rimasta ferma al 3%, lo stesso livello già segnato a settembre, mentre nell’ intera Unione è aumentata al 3,4%, dal 3,3%. E, stando all’ Ipca, in Italia il tasso risulta in rialzo del 3,8%, superiore, quindi, alla media dell’ eurozona e dell’ Ue a 27. La fiammata di ottobre è stata innescata, se si analizzano i diversi settori, soprattutto dal rincaro dei beni energetici, che sono cresciuti dell’ 1,8% su base mensile e del 13,8% in termini tendenziali. In particolare, continuano a macinare rialzi annui a doppia cifra la benzina (+17,8%) e il gasolio (+21,2%). Una spinta è arrivata anche dalle tariffe del gas (+12,7%), salite dopo l’ adeguamento trimestrale comunicato dall’ Autorità per l’ energia. E a stagione fredda ormai iniziata si è rialzato anche il prezzo del gasolio da riscaldamento (+16,4%) . L’ avanzata dell’ inflazione, che prosegue senza salti all’ indietro da 14 mesi, non risparmia neppure i piccoli piaceri o vizi quotidiani. Ormai sembra senza freni il rincaro della tazzina di espresso, con il caffè salito del 15,8% e lo zucchero del 16,1%, e in deciso aumento risultano anche le sigarette (+7,1%). Ma l’ impennata più forte, un altro effetto dell’ ultima manovra, è stata registrata dal trasferimento di proprietà auto (+50,2%). In generale, i comparti che hanno segnato i rialzi annui maggiori sono i trasporti (+7,2%) e abitazione, acqua ed elettricità (+6,2%). Un altro capitolo sensibile, quello degli alimentari, ha registrato una crescita del 2,5%, in accelerazione rispetto al 2,3% di settembre. I consumatori commentano con preoccupazione i dati Istat, il Codacons lancia «l’ allarme Natale che, senza interventi governativi sarà – spiega – il più magro degli ultimi dieci anni». Sulla stessa linea Federconsumatori e Adusbef, le due associazioni si augurano che «il nuovo Governo, a differenza di quello precedente, si renda conto di questo gravissimo andamento e intervenga in maniera decisa per contrastarlo».
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