15 Marzo 2016

Istat: Italia in deflazione, prezzi carrello spesa in calo

Istat: Italia in deflazione, prezzi carrello spesa in calo

Fare la spesa al supermercato costa meno di un anno fa. A dirlo sono i dati definitivi dell’ Istat, da cui emerge che i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,1% a febbraio rispetto a gennaio e dello 0,4% su base annua (a gennaio era +0,3%). Si tratta del primo calo tendenziale da dicembre 2014 e del più ampio da luglio dello stesso anno. In particolare per i prodotti alimentari, incluse le bevande alcoliche, i prezzi diminuiscono dello 0,1% su base mensile e registrano, su base annua, un’ inversione della tendenza (-0,3%, da +0,4% a gennaio). La forte flessione tendenziale dei prezzi al consumo è dovuta a una dinamica congiunturale caratterizzata da cali dei prezzi diffusi a quasi tutte le tipologie di prodotto, che si confronta con quella positiva di febbraio 2015 quando, invece, tutte le tipologie di prodotto segnarono una ripresa dei prezzi rispetto al mese precedente. Coldiretti: crollo prezzi campagne . Crollano i prezzi nelle campagne italiane, dal -43% per cento dei pomodori al -27 % per il grano duro fino al -30% per le arance rispetto all’ anno scorso. È quanto emerge da un’ analisi della Coldiretti su dati Ismea a febbraio 2016 dai quali si evidenzia che la deflazione taglia le quotazioni al di sotto dei costi di produzione e mette a rischio il futuro dell’ agricoltura italiana, in occasione della divulgazione dei dati Istat sull’ inflazione a febbraio. Spese infanzia controtendenza: +2,4% . I rincari degli asili nido comunali portano i costi dei servizi per bambini a una crescita del 2,4% a febbraio 2016 rispetto allo stesso mese del 2015, in controtendenza rispetto al calo generale dei prezzi al consumo. Tra le spese in aumento, ci sono anche quelle per l’ istruzione e per i servizi sanitari e le spese per la salute. Gli aumenti tendenziali sono dell’ 1,2% per entrambe le voci. Consumatori: dati disastrosi. Per la Codacons sono dati disastrosi perchè rappresentano un “pessimo segnale per l’ economia nazionale, dimostrando che la domanda stenta a ripartire e che le famiglie rimandano gli acquisti. Se il Governo non attuerà immediate misure per invertire la tendenza al ribasso dei prezzi, le ripercussioni saranno pesanti per l’ industria, il commercio e soprattutto per l’ occupazione”. Brunetta: saltano i conti di Renzi e Padoan . Il peggio deve arrivare, scrive su twitter il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta “Se continua deflazione, crescita nominale Pil Italia 2016 sarà un quarto di quella prevista da governo. Più deficit e più debito: conti da rifare”, sottolinea il presidente dei deputati azzurri in un successivo tweet.

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