ISTAT: INFLAZIONE; CONSUMATORI, RINCARI MOLTO SUPERIORI A 3%
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 23 MAG – A cavallo del concambio lira-euro
alcuni prodotti e servizi di largo consumo (dagli alimentari
alla benzina, dai prodotti per la casa alla cena al ristorante,
fino agli affitti) che vengono solitamente acquistati più
spesso e che per questo pesano di più sulla spesa degli
italiani, non hanno subito una variazione del 3% come
tardivamente ammette l`Istat, ma decisamente superiore. Lo
sostengono Adusbef e Codacons commentando il rapporto Istat.
“L`aumento è stato di almeno il 30%. Il tormentone
dell`inflazione reale contro l`inflazione percepita durato per
oltre un anno, in concomitanza con l`introduzione dell`euro,
denunciato dalle associazioni dei consumatori, che l`Istat
riconosce effettivamente per alcuni prodotti, saliti anche sopra
il 3%, facendo sì che la percezione delle famiglie fosse di
aumenti dei prezzi ben al di sopra di quelli misurati dalle
statistiche, viene così avvalorato anche dalla statistica
ufficiale“, afferma Elio Lannutti dell`Adusbef.
“Secondo i cittadini che tutti i giorni vanno a fare la
spesa, quel 3% dell`Istat va moltiplicato per 33, arrivando
così ad una percentuale d`inflazione vicina al 100% –
sottolinea Carlo Rienzi del Codacons -. E` risaputo, infatti,
che quel che ai tempi delle lire costava 1.000, con il passaggio
alla moneta unica è costato 1 euro. Basti pensare al dramma del
costo delle abitazioni con i prezzi degli immobili e degli
affitti schizzati alle stelle in pochi anni, con la conseguenza
che oggi nelle grandi città si ritiene un affare l`acquisto di
una abitazione di 3 camere in semi-periferia al prezzo di
500.000 euro. Ancora una volta dobbiamo smentire l`Istat che non
é riuscito a registrare l`effetto devastante del passaggio
all`euro sui prezzi dei beni di largo consumo, specie alimentari
e casa“. (ANSA).
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