24 Maggio 2007

ISTAT: INFLAZIONE; CONSUMATORI, RINCARI MOLTO SUPERIORI A 3%









(ANSA) – ROMA, 23 MAG – A cavallo del concambio lira-euro

alcuni prodotti e servizi di largo consumo (dagli alimentari

alla benzina, dai prodotti per la casa alla cena al ristorante,

fino agli affitti) che vengono solitamente acquistati più

spesso e che per questo pesano di più sulla spesa degli

italiani, non hanno subito una variazione del 3% come

tardivamente ammette l`Istat, ma decisamente superiore. Lo

sostengono Adusbef e Codacons commentando il rapporto Istat.

“L`aumento è stato di almeno il 30%. Il tormentone

dell`inflazione reale contro l`inflazione percepita durato per

oltre un anno, in concomitanza con l`introduzione dell`euro,

denunciato dalle associazioni dei consumatori, che l`Istat

riconosce effettivamente per alcuni prodotti, saliti anche sopra

il 3%, facendo sì che la percezione delle famiglie fosse di

aumenti dei prezzi ben al di sopra di quelli misurati dalle

statistiche, viene così avvalorato anche dalla statistica

ufficiale“, afferma Elio Lannutti dell`Adusbef.

“Secondo i cittadini che tutti i giorni vanno a fare la

spesa, quel 3% dell`Istat va moltiplicato per 33, arrivando

così ad una percentuale d`inflazione vicina al 100% –

sottolinea Carlo Rienzi del Codacons -. E` risaputo, infatti,

che quel che ai tempi delle lire costava 1.000, con il passaggio

alla moneta unica è costato 1 euro. Basti pensare al dramma del

costo delle abitazioni con i prezzi degli immobili e degli

affitti schizzati alle stelle in pochi anni, con la conseguenza

che oggi nelle grandi città si ritiene un affare l`acquisto di

una abitazione di 3 camere in semi-periferia al prezzo di

500.000 euro. Ancora una volta dobbiamo smentire l`Istat che non

é riuscito a registrare l`effetto devastante del passaggio

all`euro sui prezzi dei beni di largo consumo, specie alimentari

e casa“. (ANSA).

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