15 Settembre 2004

Istat: inflazione al 2,3%. Consumatori: falso



L?Istat conferma e giura: ad agosto l?inflazione è rimasta immobile. Ferma rispetto a luglio al 2,3% con un aumento mensile dei prezzi dello 0,2%. A sentire i tecnici della fabbrica dei numeri sarebbero stati gli alimentari a frenare la corsa del costo della vita bilanciando i raid dei trasporti che quest?estate tra caro-vacanze e benzina – il prezzo di quella verde è aumentato del 9,4% rispetto ad agosto 2003 e dell?1,1% rispetto a luglio 2004 – hanno tormentato il sonno degli italiani.
Ma il verdetto dell?Istituto di statistica fa subito il pieno di critiche. «Sottostimati». «Misteriosi». «Ridicoli». I consumatori tornano alla carica. E denunciano: «Come al solito l?Istat ha dimenticato di togliere una virgola perché per i pensionati al minimo che guadagnano 516 euro al mese l?inflazione reale non è stata certo del 2,3% ma del 23%». Guida la classifica degli aumenti il capitolo bevande alcoliche e tabacchi che mette a segno un +7%, seguono i trasporti con il +3,8%, gli alberghi e i ristoranti rincarano del 3,1%, l?alimentare l?1,9%. I servizi sanitari e le spese per la salute – che con il calcolo dell?indice nazionale (che considera solo le variazioni dei prezzi dei farmaci) ad agosto 2004 su luglio 2004 mostrano un -0,1% proprio per una diminuzione del prezzo di alcune medicine – con l?indice armonizzato europeo (che invece considera oltre ai prezzi dei farmaci pure il contributo al servizio sanitario nazionale) rivelano un +0,7%. Segno che la quota per l?Ssn è aumentata ma l?indice nazionale non lo registra. Infine – mentre gli artigiani di Mestre spiegano che la colpa del caro-prezzi è anche degli affitti dei negozi rincarati dal 2002 del 20% – Torino si aggiudica la palma di città con gli incrementi più elevati. Il capoluogo piemontese – dove proprio ieri l?altro è stato firmato un accordo-pilota per il contenimento dei prezzi nella grande distribuzione – ha registrato un tasso di crescita annuale del 3%. Prezzi caldi anche a Napoli (+2,8%), Potenza (+2,7%) e Reggio Calabria (+2,5%). Veri e propri paradisi dei prezzi Ancona, dove l?inflazione si è attestata all?1,4%, Bologna e Perugia (entrambe all?1,7%).


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