18 Gennaio 2005

Istat, inflazione al 2%

Istat, inflazione al 2% Colpo di coda finale, ma il carovita rallenta




ROMA Il 2004 è stato un anno più freddo del precedente sul fronte dei prezzi. L?inflazione media annua, infatti, complice l?esaurimento del cosiddetto ?effetto zucchina? (vale a dire dei forti aumenti degli alimentari che si erano registrati nel 2003) e nonostante il caro-greggio, si è attestata sul 2,2%, il dato più basso dal 1999, contro il 2,7% del 2003. Anche se non è mancato il colpo di coda finale, visto che a dicembre il carovita è tornato su quota 2%, dopo essere sceso all?1,9% nel mese precedente. L?Istat ha così confermato i dati diffusi lo scorso 4 gennaio: dati che, una volta di più, non convincono i consumatori, ben decisi a chiedere una profonda revisione di voci e pesi del paniere. Ma che soddisfano in pieno il governo, con il viceministro alle Attività produttive Adolfo Urso che ricorda come l?obiettivo dell?esecutivo sia stato centrato.La lieve accelerazione di dicembre, confermano i tecnici dell?Istituto di statistica, si deve in particolare agli aumenti delle sigarette e dei trasporti aerei. Basti pensare che i primi sono cresciuti in un mese del 6,3% e in un anno del 13,9%. Ancora più pesante il rincaro dei biglietti aerei, che rispetto a novembre hanno segnato un incremento del 18,3% e su dicembre 2003 addirittura del 33,7%.Ma le voci tabacchi e trasporti (questa volta anche a causa del caro-benzine) salgono sul banco degli imputati anche se si fa riferimento alla media annua. Si tratta infatti di due capitoli che, nel 2004, non solo hanno registrato un aumento rispetto al 2003, ma la cui crescita è stata nettamente superiore alla media. Bevande alcoliche e tabacchi, infatti, sono passati da +6,9% a +8%, mentre i trasporti hanno messo a segno un +3,1%, rispetto al +2,5% della media del 2003. E non solo: i due capitoli ?incriminati?, insieme all?istruzione, pesano già fortemente sull?inflazione del 2005. Si tratta del cosiddetto ?trascinamento?, vale a dire della parte di variazione che il dato si porta dietro dall?anno precedente. Nel 2004, infatti, c?é stato un trascinamento generale dello 0,9% dal 2003 e un?inflazione acquisita nell?anno pari all?1,3%. Per il 2005, l?effetto trascinamento è invece dello 0,7% e a contribuire di più sono, per l?appunto, istruzione (+2,4%), trasporti (+2,3%) e, soprattutto, bevande alcoliche e tabacchi (+5,5%). Situazione molto più tranquilla, invece, sul fronte della spesa di tutti i giorni. I prodotti alimentari, che nel 2003 misero il turbo al carovita, spingendolo fino a due passi dal 3%, nell?anno appena concluso mostrano un comportamento assai più virtuoso: il capitolo, che pesa per il 16% del paniere, è passato infatti da un tasso di crescita del 3,1% al 2,2%. E anche per il 2005 l?eredità lasciata dal capitolo (-0,6%) è confortante.«L?inflazione – commenta infatti Urso – è tornata sotto controllo ed è significativo che questo dato sia il più basso degli ultimi cinque anni e in sintonia con la media europea».Di segno opposto le riflessioni di sindacati e consumatori. La Cgil se la prende proprio con il governo, visto che a far crescere l?inflazione sono tabacchi e trasporti, settori nei quali hanno forte incidenza le decisioni dell?esecutivo. Intesaconsumatori, infine, torna a chiedere una profonda revisione di voci e pesi del paniere, «in questo momento distanti dalla spesa reale delle famiglie».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this