3 Aprile 2017

Istat, in un mese 83 mila disoccupati in meno (la metà sono giovani)

Istat, in un mese 83 mila disoccupati in meno (la metà sono giovani)
I
dati (provvisori) a febbraio rispetto al gennaio 2017: indice in calo
all’11,5%. La flessione maggiore nella fascia 15-24 anni dove il tasso è
al 35,2%, il più basso da quasi cinque anni (anche per l’aumento degli
inattivi). Gentiloni: «L’impegno per le riforme dà risultati». Il
Codacons: «Ma in 10 anni sono 1,5 milioni in più le persone senza
lavoro»

Ultimi dati (provvisori) dell’Istat sul lavoro in Italia: a febbraio è calata la disoccupazione, cioè le persone in cerca di lavoro, soprattutto fra i giovani. Ma gli occupati, in assoluto, restano stabili, perché ciò che è aumentato è l’indice di inattività (+0,7 punti percentuali). Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono infatti per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. Secondo l’Istituto di statistica il tasso di disoccupazione nel mese è sceso all’11,5%, in calo di 0,3 punti percentuali su gennaio e di 0,2 punti rispetto a febbraio 2016.

I dati indicano una flessione della disoccupazione fra i giovani di 15-24 anni, al 35,2% (-1,7% su gennaio e -3,6% sul 2016). È il tasso più basso da quasi cinque anni (era al 34,8% nell’agosto 2012). I disoccupati sono scesi sotto quota tre milioni a 2,984 milioni, in calo di 83 mila unità su gennaio e di 18 mila sul 2016. Stabili invece gli occupati rispetto al mese di gennaio, mentre nel complesso segnano una crescita di 294 mila unità nell’anno. «Cala la disoccupazione, anche tra i giovani. L’impegno per le riforme ottiene risultati. E continua», ha commentato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Gli inattivi

Il risultato è stato possibile non tanto per un aumento dell’occupazione (stabile sul mese e in aumento di 0,3 punti su febbraio 2016) quanto per l’aumento dell’inattività (+0,7 punti su gennaio e +1 punto percentuale su febbraio 2016).I disoccupati nella fascia più giovane sono scesi di 41 mila unità rispetto a gennaio (toccando quota 525 mila) e di 78 mila rispetto all’anno precedente. Gli inattivi in questa fascia sono aumentati di 38 mila unità su gennaio e di 36 mila unità su febbraio 2016. Sono oltre otto milioni gli occupati con più di 50 anni, oltre il 35% degli occupati totali, una fascia in continua crescita sia per ragioni demografiche sia a causa della stretta sull’accesso alla pensione. «I dati di oggi delineano un quadro del mercato del lavoro complessivamente stabile su base congiunturale e in crescita su base annua», ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti in una nota sottolineando che «gli occupati in un anno sono aumentati di 294 mila unità, confermando, anche questo mese, un ritmo di aumento dell’occupazione superiore a quello del Pil».

Il lungo periodo

Le associazioni dei consumatori sottolineano però il permanere dell’emergenza lavoro. «A febbraio la disoccupazione è calata di 0,3 punti percentuali rispetto a gennaio e di 0,2 punti rispetto a febbraio 2016, numeri da prefisso telefonico che non possono rassicurare, se si considera l’emorragia di occupati registrata in Italia negli ultimi 10 anni — ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi —. Il tasso di disoccupazione è passato infatti dal 6,1% del 2007 all’11,5% di febbraio 2017, con il numero di cittadini senza occupazione che è variato da 1,506 milioni di disoccupati del 2007 ai 2,984 milioni di febbraio, ossia 1,478 milioni di disoccupati in più in 10 anni».

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