5 Aprile 2016

Istat, il potere d’ acquisto torna a salire dopo 8 anni

Istat, il potere d’ acquisto torna a salire dopo 8 anni

Cinzia PelusoValgono di più i redditi degli italiani. Dopo otto anni di crisi, il potere d’ acquisto ritorna finalmente positivo. In rialzo dello 0,8% nel 2015, considerando l’ inflazione che l’ anno scorso era allo 0,1%, minimo storico. Mentre i risparmi non si spostano. Rallenta anche la lunga discesa dei prezzi delle case. Ma sale la pressione fiscale per colpa del Salva-banche. E le imprese non riescono a fare quello scatto necessario a generare profitti. Lo racconta l’ Istat nel suo resoconto sui conti delle famiglie e quelli dello Stato. Da questi ultimi emerge anche un rapporto deficit-Pil al 2,6% nel 2015, inferiore quindi rispetto al 3% dell’ anno precedente.I cittadini del Belpaese rimettono così mano al portafogli. I consumi riprendono quota, con una spesa aumentata dell’ 1%. E a risentirne è il carrello della spesa. Ripartono gli acquisti alimentari che erano rimasti fermi per sette anni, come fa notare la Coldiretti. E i prezzi immobiliari scendono solo del 2,4%. Un trend positivo, che però non riesce a coprire le forti perdite subite dal 2010. Da allora c’ è stata infatti una flessione di quasi il 14%.A scatenare le critiche maggiori da parte delle opposizioni è però la zavorra delle tasse con la pressione che sale al 43,5%. Il rialzo è dello 0,2% rispetto alla stima precedente (anche se il dato è in calo dello 0,1% a confronto con il 2014). Il motivo è che i 2,3 miliardi di euro di risorse affluite dal Fondo nazionale di risoluzione al sistema bancario, in base al meccanismo di salvataggio delle banche commissariate (Banca Etruria, Carichieti, Cariferrara e Banca Marche), sono stati contabilizzati come imposte indirette. Le somme del Fondo che sono state impiegate per coprire le perdite dei quattro istituti sono stati considerate invece uscite in conto capitale. «Il conto salato per il Salva-banche lo pagano i cittadini», attacca Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda. «BancaEtruria, #CariFerrara, #BancaMarche, e #CariChieti sono state salvate con i soldi dei cittadini attraverso l’ aumento delle #tasse!», denuncia su Twitter Renato Brunetta. E i consumatori dell’ Adusbef ironizzano: «Oltre la truffa, arriva anche la beffa». Il Codacons protesta invece perché il recupero del potere d’ acquisto «non basta a colmare il gap che dal 2007 al 2014 ha fatto perdere il 12%». Invita, poi, alla cautela nel giudizio sulle statistiche la Confesercenti, convinta che la causa principale sia «la bassa inflazione».© RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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