15 Novembre 2013

Istat: il Pii è un disastro «Mentre Letta si TRASTULLA il Paese sta AFFONDANDO»

Istat: il Pii è un disastro «Mentre Letta si TRASTULLA il Paese sta AFFONDANDO»

L’ Italia è in piena recessione e la strada per uscire dal tunnel della crisi è, purtroppo, ancora molto lunga. La luce non si vede, nonostante l’ ottimismo delirante del presidente del Consiglio, Enrico Letta, che solo poche ore fa aveva sostenuto che «la ripresa del Paese è a portata di mano». Nulla di tutto ciò, perché l’ Istat, ieri, ha diffuso i nuovi dati sull’ andamento della produzione nazionale relativi al terzo trimestre del 2013 ecome prevedibile – si tratta di un disastro. Per farla breve, nel terzo trimestre del 2013 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’ 1,9% rispetto allo stesso periodo del 2012. La variazione acquisita del PII per il 2013 è pari, dunque, a -1,9%. Il dato preoccupante, oltre al fatto che per la nona volta consecutiva il prestigioso istituto di statistica nazionale si trova costretto a mettere il segno meno di fronte al dato sulla crescita del Paese, anche la constatazione che la caduta del PII dell’ 1,9% non corrisponde per nulla all’ 1,7% riportato nella nota di aggiornamento al Def, varata dall’ esecutivo solo due mesi fa. Le cose, quindi, vanno molto peggio rispetto a quanto il governo vorrebbe far passare parlando di una fantomatica «ripresa a portata di mano». Non per mettere il dito sulla piaga, ma owiamente non fanno prospettare nulla di buono per la Penisola nemmeno le iniziative messe in atto poche ore fa dall’ Ue che ha avviato le procedure d’ allerta nei confronti dell’ Italia, considerando che il nostro Paese si sta impoverendo ogni giorno di più, continua a perdere credibilità internazionale, non è in grado di risolvere i problemi occupazionali e prosegue verso il baratro del crollo dei consumi e della produzione. Chi vuol far passare il dato, comunque, come un dato positivo, ieri argomentava sul fatto che, nonostante tutto, la caduta del Pii rallenta. Utile far osservare che pur sempre di ruzzolone si tratta ed è un po’ come sperare di salvarsi precipitando da diecimila metri d’ altezza senza paracadute estraendo dalla tasca un ombrello. Piuttosto critico sui recentissimi slanci d’ entusiasmo del presidente Letta e, owiamente, preoccupato per le sorti del Paese, il responsabile Economia e Sviluppo della Lega Nord, Maurizio Fugatti, non è riuscito a trattenere una stilettata all’ inquilino di Palazzo Chigi: «Anche oggi Enrico Letta viene smentito dall’ Istat ha dichiarato infatti l’ esponente del Carroccio – che stima la variazione acquisita del Pii per il 2013 a1,9% e non a -1,7 come aveva previsto il governo. Così, mentre il presidente del Consiglio si trastulla su un’ improbabile crescita nel 2014, il 2013 si chiude in totale recessione e con il rischio di un awio di deflazione». In effetti, con una crescita in rosso da nove trimestri consecutivi, non c’ è chiaramente nulla per cui esultare: «Con questo livello di PII – conferma Fugatti – è difficile immaginare che il dato di crescita previsto per il 2014 possa essere confermato, con un conseguente rischio di tenuta del livello dei conti pubblici. E anche la tanto annunciata riduzione fiscale finirà nel cestino delle promesse non mantenute da questo governo». Oltre al danno, dunque, la beffa di un esecutivo incapace di dare risposte concrete ed efficaci al rilancio del sistema economico italiano, aspetto che mette fortemente in difficoltà centinaia di migliaia di famiglie e imprese. La ripresa, quindi, è ben lungi a venire: è stato calcolato, infatti, che avremmo bisogno di una crescita annuale e costante del 2,5% per recuperare in tempi ragionevoli, nel 2018, i livelli di benessere pre-crisi. Ma questo, per ora, rimane un sogno. Commenti al vetriolo anche da parte delle associazioni dei consumatori. «Di fronte ad un declino simile non c’ è da star tranquilli – hanno dichiarato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti in rappresentanza di Federconsumatori e Adusbef – guai a chi si azzardi a parlare di miglioramenti o addirittura di ac Variazioni % sul trimestre corrispondente 0,5 – 0,6 – 1,8 6 8 – 3,0 -2,5 cenni di ripresa». Il Codacons, poi, punta il dito contro il ministro dell’ Economia e dello Sviluppo: «È evidente – spiega l’ associazione – che la tesi di qualche giorno fa di Fabrizio Saccomanni, secondo il quale governo ed Istat hanno opinioni leggermente diverse, è a dir poco fantasiosa. Per non parlare della ormai famosa previsione di una crescita del PII per l’ ultimo trimestre dell’ anno». Lancia in resta anche per la Uil e Luigi Angeletti: «Anche il governo precedente (esecutivo Monti, ndr) ci aveva detto che vedeva la fine del tunnel. Quindi adesso ascoltiamo il ministro dell’ Economia che ci spiega che abbiamo un futuro roseo con crescita significativa del PII nei prossimi due anni, ma implacabilmente i dati e anche la Commissione Ue non sembrano dello stesso avviso». Triste constatazione sulla situazione del Paese anche da parte della Confesrcenti: «I dati relativi al prodotto interno lordo – è spiegato in una nota – dimostrano che siamo ancora in piena recessione. L’ immagine che restituiscono è infatti quella di un Paese che continua a impoverirsi». Dal suo canto, il ministro Saccomanni, commentando i dati Istat sul PII, non ha saputo dire altro che «non c’ è nessuna ulteriore necessità di intervento per stimolare l’ economia italiana e favorire la crescita». Si salvi chi può.
di andrea ballarin

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