1 Luglio 2003

Istat, i prezzi si raffreddano. A giugno inflazione al 2,6%

Istat, i prezzi si raffreddano. A giugno inflazione al 2,6%



Roma Stavolta l?inflazione scende. Per l?Istat il carovita a giugno si è attestato al +2,6%, lo 0,1% in meno rispetto a maggio e alle stime delle città campione che vedevano i prezzi inchiodati al 2,7% per il quarto mese consecutivo. La frenata, dovuta soprattutto al calo delle tariffe telefoniche e dei carburanti, soddisfa il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, che la giudica il frutto dell?accordo per il raffreddamento delle polizze Rc auto, ma non basta a spegnere le preoccupazioni dei sindacati e dei consumatori, che alla «favola della discesa dei prezzi» ormai non credono più.
Il calo reso noto dall?Istat, per il momento ancora provvisorio (sarà confermato il 15 luglio), è in controtendenza rispetto all?andamento registrato dalla stima flash di Eurostat, secondo cui l?inflazione nella zona euro sarebbe salita dall?1,9% di maggio al 2% di giugno. E arriva proprio mentre la Bri annuncia che nel 2003 l?inflazione sarà bassa, tanto da non poter escludere rischi di deflazione. A spingere al ribasso, spiega Giada Giani di BancaIntesa, è stata soprattutto la diminuzione della tariffe telefoniche (il capitolo comunicazioni è sceso di ben il 2% su maggio e del 2,6% su giugno 2003) e dei prezzi della benzina (i trasporti hanno segnato un -0,3% su base mensile), mentre a pesare sul carovita sono stati ancora una volta soprattutto i prezzi di alberghi e ristoranti (+0,5% su maggio e +4,1% su base annuale) e del capitolo abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,7% sul 2003).
Da qui l?affondo di chi, tra i sindacati e le associazioni dei consumatori, chiede un intervento sulle tariffe, mentre il ministro Marzano sottolinea gli effetti positivi del protocollo di intesa tra Ania e consumatori per ridurre i prezzi delle polizze rc auto. «L?accordo – sottolinea – terrà grosso modo ferme le tariffe quest?anno, e questo contribuirà a tenere bassa l?inflazione», che verso la fine del 2003 scenderà al 2%. Il dato è «un segnale positivo» anche per il direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi, secondo il quale esistono le condizioni perchè l?inflazione si riduca ancora, a partire dal prezzo del petrolio che «sta scendendo». Per Parisi, il calo è soprattutto frutto della flessione dei prezzi delle materie prime, e non ha invece nulla a che fare con il rallentamento economico, come sostengono invece i sindacati. «La discesa dell?inflazione – spiega infatti il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta – dimostra che la situazione economica è delicata. Non è un calo virtuoso. È legato all?andamento dell?economia. Le persone hanno timore di questa situazione e spendono meno».
Sulla stessa lunghezza d?onda anche Guglielmo Epifani. Per il leader della Cgil, il calo registrato a giugno è il segnale del rallentamento economico e comunque «non basta ad avvicinare il nostro tasso a quello europeo, che resta inferiore dello 0,7%». Il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, denuncia lo scarto tra inflazione e retribuzioni (all?1,7% a maggio), mentre l?Ugl chiede che nel prossimo Dpef la previsione sull?andamento dei prezzi sia più realistica. Critica anche la posizione dell?Intesa dei consumatori: tra aumenti rc auto e dei prodotti alimentari, le famiglie non si sono accorte proprio di nessun calo, affermano le associazioni. Più ottimista invece la Confesercenti, che si dice preoccupata per i consumi ma non per i prezzi: a giugno è infatti iniziata la loro discesa, che porterà l?inflazione 2003 al 2,2%.

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