21 Maggio 2013

Istat i dati di marzo

Istat i dati di marzo

Leggero rialzo degli ordini esteri. Ma il fatturato perde il 7,6% su base annua: è il risultato peggiore dal 2009 Laura Verlicchi L’ industria italiana è in caduta libera: colpa soprattutto del calo dei consumi interni.A marzo l’ indice calcolato dall’ Istat ha segnato un calo dei fatturati dello 0,9% su base mensile e addirittura del 7,6% su base annua: è il quindicesimo arretramento consecutivo, il più grave da ottobre 2009. Gli ordini rialzano invece la testa dopo quattro mesi negativi e segnano un incremento dell’ 1,6% rispetto a febbraio, trainato dall’ estero (+3,6%%), mentre il mercato interno è statico (+0,2%). Il confronto su base annua resta però impietoso, con una contrazione del 10% rispetto allo stesso mese del 2012. E il peso della crisi globale fa soffrire anche l’ export, sia pure in misura minore: l’ andamento tendenziale dei ricavi mostra infatti un calo del 10,6% sul mercato interno e dell’ 1% su quello estero. Va un po’ meglio considerando il dato congiunturale: rispetto a febbraio, infatti, il mercato interno limita il calo all’ 1,7%, mentre quello estero segna un aumento dello 0,5%. Nella media degli ultimi tre mesi, comunque, l’ indice complessivo registra una flessione del 2,3% rispetto ai tre mesi precedente e gli ordinativi totali, nonostante il rimbalzo di marzo, diminuiscono del 3,2% rispetto al trimestre precedente. Tengono gli ordini della farmaceutica (+1%), mentre il calo più rilevante si osserva nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti): -17,6%. Su base congiunturale, per quanto riguarda i ricavi dei diversi settori, è l’ energia a pagare il prezzo più alto (-5,9%), mentre i beni di consumo registrano un lievissimo aumento (+ 0,4%).L’ unico incremento tendenziale del fatturato si registra invece nel settore della fabbricazione di computer e altri prodotti elettronici (+5,2%), mentre la diminuzione più marcata riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-20,8%).Ancora cattive notizie sul fronte dell’ auto: il fatturato è diminuito a marzo dell’ 11%su base tendenziale,mentre gli ordinativi sono calati del 9,3%. Preoccupate le reazioni di sindacati e consumatori. «Il nuovo governo deve cercare in tutti i modi – dice il segretario confederale della Cisl,Luigi Sbarra-d’ invertire la tendenza recessiva, iniziando con il restituire liquidità e potere d’ acquisto alle imprese e ai lavoratori ». E per il Codacons il governo deve «allentare la stretta fiscale sui ceti medio bassi, ridando loro capacità di spesa». CRISI PROFONDA La metallurgia è uno dei settori più colpiti [Ansa]

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