3 Maggio 2005

Istat, gli stipendi sono in crescita

Arrivano dall`Istat nuove statistiche destinate a far discutere. Secondo l`Istituto di Via Cesare Balbo, infatti, le retribuzioni contrattuali sono cresciute molto più dell`inflazione (ferma all`1,9%), segnando un incremento del 3,5%. Rispetto al mese scorso, la variazione sarebbe del +0,2%. Nel periodo gennaio-marzo 2005, inoltre, in confronto allo stesso periodo dell`anno precedente, l`aumento si attesta al 3,6%.
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A incidere sugli aumenti, spiegano i tecnici dell?Istat, sono stati i rinnovi contrattuali per i dipendenti del credito e delle Poste. Nel settore industriale l`incremento congiunturale che si osserva nel mese di marzo deriva dagli aumenti previsti dai contratti della ceramica e dell`edilizia. A marzo inoltre è stato ratificato il nuovo contratto per i dipendenti delle case e degli istituti di cura privati. Per gli oltre 140 mila dipendenti dei trasporti invece l`accordo ha stabilito il pagamento della una tantum di 242 euro. Anche i circa 10 mila lavoratori della Rai hanno percepito a marzo un importo a titolo di una tantum pari a 400 euro per un dipendente inquadrato al 4° livello, preso a riferimento dall`accordo. L`Istituto presieduto da Luigi Biggeri rivela quindi che alla fine di marzo risultano in vigore 48 accordi, che regolano il trattamento economico di oltre 7 milioni di lavoratori, ai quali corrisponde un valore in termini di monte retributivo pari al 57,8%. Resta però il 47,9% dei dipendenti che ha il contratto scaduto. A marzo 2005, relativamente all`intera economia, la quota di lavoratori in attesa di rinnovo è pari al 41,9%. I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 9,7. Entrando più nel dettaglio dei vari settori, in agricoltura l`aumento delle retribuzioni contrattuali è stato in media del 5,9%, mentre nell`industria l`incremento medio è stato del 3,4% (+1,4% nel comparto metalmeccanico, +0,8% nell`energia e +5,8% nella gomma + 4,9% nei tessili). Per l`istituto nazionale di statistica, inoltre, nell`edilizia si è registrato un aumento medio delle retribuzioni del 7,8% mentre nel commercio, pubblici esercizi ed alberghi del 5,3%. Incrementi sostenuti anche per i servizi alle imprese (+4,8%) alle famiglie (+5%) e nelle assicurazioni (+5,6%). Meno consistenti invece nel credito (+0,8).Per quanto riguarda infine i dati sui conflitti di lavoro, aggiornati a gennaio, l`Istat nel primo mese del 2005 ha registrato un calo di ore perse per sciopero dell`8,1% (per 148 mila ore non lavorate). Puntuali però arrivano anche le consuete polemiche sulle cifre che periodicamente fornisce l`Istat. Sarcastico il segretario confederale della Uil Paolo Pirani: ?Ottima la notizia che le retribuzioni sono aumentate, occorre farlo sapere ai datori di lavoro pubblici e privati in modo che mettano i soldi corrispondenti nelle buste paga dei lavoratori dipendenti, cosa che finora non è avvenuta“. E l?esponente della Confederazione di via Lucullo attacca: “Forse sarebbe più utile al Paese smetterla con statistiche di sogno?. Critiche anche dal sindacato di via Margutta. Per il vice segretario generale dell`Ugl, Renata Polverini, ?il motivo per cui le retribuzioni crescono rispetto all`inflazione non ha segreti: da mesi, infatti, l`Istat rileva inspiegabilmente un costo della vita fermo ad un`irrealistica percentuale, inerte persino alle impennate del petrolio?. ?La realtà – aggiunge la sindacalista – la conoscono purtroppo solo i lavoratori, che devono lottare ogni mese per non far evaporare i propri stipendi di fronte all`impennata di prezzi e tariffe e per ottenere il dovuto rinnovo dei contratti scaduti, compresi quelli del pubblico impiego?. Critiche all`Istituto di statistica vengono anche dalla Cgil, dal Codacons e dalla Federconsumatori. A difendere invece l`Istat interviene infine il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi, secondo il quale i numeri statistici sulle retribuzioni devono essere riconosciuti per il loro inequivoco carattere scientifico. Sacconi quindi invita a non ?delegittimare la statistica ufficiale perchè non aiuta il Paese?.

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