27 Gennaio 2016

Istat. Fiducia consumatori, nuovo massimo storico a gennaio. Ma scende per le imprese

 Istat. Fiducia consumatori, nuovo massimo storico a gennaio. Ma scende per le imprese
 L’incremento
risulta maggiore per le componenti personale e corrente, e più
contenuto per la componente economica e quella futura. Nelle imprese,
fiducia in calo in tutti i settori. Codacons: “Segnale importante, ora
il governo investa sui consumi”

A gennaio l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta a 118,9 da 117,7 del mese precedente. Per quanto riguarda le imprese scende a 101,5 da 105,6. Lo rende noto l’Istat in un comunicato. Tutte le stime delle componenti del clima di fiducia dei consumatori migliorano. L’incremento risulta maggiore per le componenti personale e corrente (rispettivamente a 107,6 da 104,5 e a 113,5 da 109,1) e più contenuto per la componente economica (a 153,5 da 153,0) e quella futura (a 127,7 da 127,3). Diminuiscono lievemente i saldi delle stime sia dei giudizi sia delle attese sull’attuale situazione economica del Paese (a -25 da -24 e a 24 da 25, rispettivamente). Per i giudizi sui prezzi nei passati 12 mesi il saldo scende a -25 da -16. Quanto alle attese sui prezzi nei prossimi 12 mesi, il saldo passa a -13 da -11. Calano le attese di disoccupazione (a 1 da 2). Riguardo le imprese, il clima di fiducia scende in misura significativa nei servizi di mercato (a 106,6 da 113,9) e nel commercio al dettaglio (a 101,9 da 108,8); mostra un calo contenuto nella manifattura (a 103,2 da 104,0) e registra una lieve flessione nelle costruzioni (a 114,6 da 114,8). Nelle imprese manifatturiere peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione (a -13 da -11 e a 11 da 12, rispettivamente), mentre i giudizi sulle scorte rimangono stabili (a 4). Nelle costruzioni migliorano le attese sull’occupazione (a -10 da -11) ma peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -39 da -37). Nei servizi di mercato si contraggono i giudizi e le attese sugli ordini (a 6 da 10 e a 4 da 9 i rispettivi saldi), e le attese sull’andamento generale dell’economia (a 8 da 21). Nel commercio al dettaglio peggiorano sia i giudizi sulle vendite correnti (a -2 da 12) sia le attese sulle vendite future (a 26 da 29); in accumulo sono giudicate le scorte di magazzino (a 11 da 7). Codacons: segnale importante, il governo investa sui consumi “Il dato registrato dall’Istat e relativo alla fiducia dei consumatori per il mese di gennaio è un segnale importantissimo ai fini della ripresa economica del paese, ma da solo non basta e va sostenuto dal Governo”. Lo afferma in una nota il Codacons, commentando il nuovo record storico dell’ l’indice del clima di fiducia dei consumatori. “La fiducia delle famiglie in crescita -sottolinea il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi- è un segnale molto importante, perché si riflette in modo diretto sui consumi futuri e sulla propensione alla spesa. E’ evidente però che ai fini della ripresa l’elemento astratto della fiducia da solo non basta: il Governo deve fare la sua parte, adottando misure concrete per rilanciare il commercio, ancora in situazione di difficoltà, e sostenere i consumi, sfruttando al meglio l’ottimismo dei consumatori”, conclude Rienzi.

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