1 Luglio 2015

Istat, deficit-pil al 5,6%: è il migliore dal 2007. Le famiglie italiane tornano a risparmiare

Istat, deficit-pil al 5,6%: è il migliore dal 2007. Le famiglie italiane tornano a risparmiare

   

Roma, 1 luglio 2015 – Dopo i dati di ieri sull’ occupazione , l’ Istat oggi rende noto lo studio sul rapporto deficit-Pil nel primo trimestre dell’ anno, che è risultato al 5,6%, in calo di 0,4 punti rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. Quanto alla pressione fiscale , nello stesso periodo di quest’ anno è stata ferma al 38,7%, mentre la spesa per interessi passivi sul debito pubblico è scesa del 14% su base annua, ovvero quasi 2,4 miliardi, per la discesa dei tassi d’ interesse a livello europeo e quindi, presumibilmente, per l’ effetto spread. DEFICIT – Il rapporto deficit-Pil nel primo trimestre è risultato pari al 5,6%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso (quando era al 6,0%). L’ Istat spiega che si tratta del valore più basso dal primo trimestre del 2007 (in base a confronti tendenziali, gli unici che si possono fare). IL POTERE D’ ACQUISTO – Il reddito reale delle famiglie, tecnicamente il loro potere d’ acquisto, è aumentato dello 0,6% sul trimestre precedente e dello 0,8% su base annua. Nel primo trimestre il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito dal rapporto tra investimenti fissi lordi, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e reddito disponibile lordo) è stato pari al 6%, risultando stabile in termini congiunturali e in diminuzione di 0,1 punti su base annua. Quanto alla quota di profitto delle società non finanziarie, è stata pari al 40,2%, restando stabile sul trimestre precedente PIU’ RISPARMI – Le famiglie italiane tornano a mettere da parte: nel primo trimestre 2015 la propensione al risparmio è stata pari al 9,2%, in aumento di 0,4 punti rispetto al trimestre precedente e di 0,6 punti su base annua. I consumi invece frenano, con la spesa scesa dello 0,2% in termini congiunturali (+0,1% su base annua). CODACONS – “La crescita del potere d’ acquisto fa ben sperare per la ripresa dei consumi e rappresenta un’ ancora di salvataggio per il commercio – dice il Codacons in una nota – Tuttavia, i numeri sulla capacità di spesa degli italiani sono ancora così miseri che, di questo passo, per tornare al potere d’ acquisto del periodo pre-crisi ci vorranno altri 15 anni “.

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