7 Gennaio 2022

Istat: crescono reddito e consumi delle famiglie, in calo il risparmio

Crescono reddito e consumi delle famiglie mentre il risparmio diminuisce. Nel terzo trimestre 2021, dice oggi l’Istat, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti del 3,6%.

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’11%, in diminuzione di 1,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. La flessione, spiega l’Istat, deriva dalla crescita della spesa per consumi finali più sostenuta rispetto a quella del reddito disponibile lordo (+3,6% e +1,8%, rispettivamente). A fronte di un aumento dello 0,6% del deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie, il potere d’acquisto è cresciuto dell’1,2% rispetto al trimestre precedente.

«Il reddito disponibile delle famiglie e il loro potere d’acquisto – commenta l’Istituto – sono cresciuti sensibilmente, mentre la crescita sostenuta dei consumi finali ha generato una flessione della propensione al risparmio, rimasta tuttavia a livelli superiori a quelli registrati prima della crisi».

Consumi e reddito delle famiglie vs caro bollette e inflazione

Di fronte a questi dati su consumi e risparmio, le associazioni dei consumatori sottolineano i cambiamenti che investiranno (e stanno già investendo) le famiglie per il caro bollette e per l’aumento dei prezzi al dettaglio. Il Codacons considera i dati positivi dell’Istat su consumi e reddito “obsoleti” e superati perché dovranno scontrarsi con un quadro economico diverso.

«I fortissimi aumenti delle bollette di luce e gas scattati ad ottobre e a gennaio, il caro-benzina e i rincari dei prezzi al dettaglio, schizzati alle stelle negli ultimi mesi del 2021, intaccheranno fortemente il potere d’acquisto dei cittadini con effetti diretti sulla spesa – dice il presidente Carlo Rienzi – La buona performance dei consumi e la crescita del reddito dovranno quindi fare i conti con rincari di prezzi e tariffe, generalizzati e in tutti i settori, che da un lato stanno oggi riducendo la capacità di acquisto delle famiglie, dall’altro avranno effetti negativi sulla spesa rallentando la ripresa economica del paese».

Consumi indietro rispetto al pre-pandemia

I consumi segnano meno 2,7% sui valori pre-crisi, dice l’Unione Nazionale Consumatori.

«Se è certo positivo che i consumi delle famiglie siano saliti sia rispetto al secondo trimestre 2021, +3,6%, che rispetto al terzo trimestre 2020, +5,9%, siamo ancora troppo distanti dai valori pre-crisi. Se, infatti, raffrontiamo il dato di oggi con tutti gli ultimi trimestri pre-crisi del 2019, non c’è un solo confronto che sia in territorio positivo» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Le famiglie stanno risparmiando nell’incertezza del futuro, sul quale peseranno i rincari dell’energia e dei prezzi.

«In particolare, rispetto al terzo trimestre del 2019 i consumi delle famiglie sono ancora inferiori del 2,7% – dice Dona – E questo accade nonostante il reddito disponibile sia attualmente superiore a tutti quelli registrati nei quattro trimestre del 2019. Insomma, le persone non hanno ancora fiducia nel futuro e preferiscono accantonare risparmi a titolo precauzionale, anche se meno di prima. Una situazione, però, destinata purtroppo a peggiorare nel quarto trimestre del 2021, quando è arrivata la stangata di luce e gas e l’inflazione è decollata dal 2,5% di settembre al 3,9% di dicembre, cosa che determinerà un contraccolpo sul potere d’acquisto delle famiglie con conseguenze negative sui consumi».

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