10 Giugno 2010

Isolabella versa nel degrado “Le colpe sono della Provincia”

Ma dal 1. gennaio scorso è scaduta la convenzione con Palazzo dei leoni  

TAORMINA
Non si placano le polemiche su Isolabella e la "macchia verde" ormai perduta. Sembra davvero impietosa ed eloquente la differenza tra com’era la Riserva sino a qualche tempo fa e come in pratica si presenta adesso, spoglia del bosco che dominava la baia, alla sommità della Riserva naturale. Gli ambientalisti e molti taorminesi parlano di un «autentico scempio ambientale» nell’oasi naturale.
Ieri mattina si è tenuta alla Provincia un’animata riunione della Quarta commissione consiliare, alla presenza dell’assessore provinciale al Territorio ed Ambiente, Gaetano Duca, e del dirigente responsabile del servizio di Gestione delle Riserve naturali, dott. Maria Letizia Molino. Al termine di una movimentata seduta i lavori sono stati aggiornati al 17 giugno, quando è stata chiesta la presenza del sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua e del soprintendente Rocco Scimone. Ai lavori potrebe in quella occasione presenziare anche il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto.
«Intanto – dichiara il consigliere provinciale Pippo Lombardo – già nella riunione di ieri mattina possiamo dire di aver tratto dal dibattito e dalle parole dell’assessore e del dirigente alcuni importanti elementi per valutare la situazione. In Commissione ci è stato detto, o per meglio dire confermato, dall’assessore che la Provincia non si occcupa più di Isolabella dal 1. gennaio 2010, quando cioè è scaduta l’ultima proroga per la gestione della Riserva, che era stata concessa a suo tempo dalla Regione. Quindi in questi mesi nessuno ha controllato lo stato del verde di Isolabella. La dirigente ci ha, a sua volta, precisato che nel 2008 all’Isolabella c’erano alcune piante malate e la Provincia ha dato disposizione di provvedere in tal senso tramite l’abbattimento. Ma la direttiva si è fermata lì e non ci sono stati ulteriori analoghi provvedimenti.
«Oggi – aggiunge Lombardo – Isolabella è diventata un deposito di bungalow. Ma sia chiaro che la colpa non è dei privati, che sono in possesso di legittime autorizzazioni e fanno logicamente degli investimenti sul territorio: la colpa è della Provincia che in questi anni non ha vigilato sullo stato dei luoghi e non ha saputo fare chiarezza in questa vicenda e che non ha fatto una ricognizione sulle condizioni di Isolabella, per valutare se e come potevano essere autorizzati i privati, e come invece poteva e doveva essere salvato il verde del bosco sopra la Riserva. Eppure parlavamo di un’area protetta e che tale avrebbe dovuto essere considerata nei fatti concreti».
Non è nemmeno tramontata, oltretutto, la possibilità che l’assessorato al Territorio ed Ambiente decida di riaffidare la gestione della Riserva naturale di Isolabella proprio alla Provincia, che dal 2006 l’ha gestita a più riprese attraverso una serie di incarichi e proroghe ad interim concessi proprio da Palermo. Da quando nelle prime settimane del 2006, il Wwf ha esaurito il suo compito di gestione nell’oasi naturale, l’area è rimasta abbandonata e le voci su vari enti interessati ad Isolabella non si sono mai concretizzate.
In questo momento Isolabella è terra di nessuno, come anche per la questione dei pericoli derivanti all’ingresso delle imbarcazioni a motore all’interno dello specchio d’acqua della baia. Il Codacons sta dando, in tal senso, "battaglia" sulle relative ordinanze a tutela dei bagnanti. Le vicende di Isolabella vengono seguite anche dal Wwf, che sino alle prime settimane del 2006 ha gestito la Riserva.
Qualche tempo fa il Wwf ha presentato un esposto alla Procura di Messina per dei lavori privati eseguiti attiguamente alla Riserva. Opere che vengono ritenute dall’ente ambientalista «in palese contrasto con le norme di tutela ambientale e di gestione della Riserva». Il Wwf ha cosi denunciato «l’abbattimento di alcuni alberi in fronte mare».  
 
 

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