13 Giugno 2011

Isolabella, il Codacons “avverte” Comune e Capitaneria di porto: collocare subito le boe

Isolabella, il Codacons "avverte" Comune e Capitaneria di porto: collocare subito le boe
 

TAORMINA Non si placa lo scontro tra il Codacons, il Comune di Taormina e la Capitaneria di porto sulla collocazione delle boe a Isolabella e la problematica dell’ ingresso nella riserva dei barconi a motori. In queste ore si registra un nuovo intervento proprio del Codacons in questa "vicenda infinita", con una seconda diffida ai due enti. L’ associazione ambientalista e di tutela del cittadino ha diffidato nuovamente il Comune di Taormina e la Capitaneria di porto di Messina in merito al posizionamento delle boe all’ interno della baia, in rispetto di quanto previsto dalla stessa Capitaneria con ordinanza 116/2009. «Auspicavamo che la nostra diffida del 30 maggio scorso avesse un immediato effetto tenendo conto delle problematiche ambientali di Isolabella», dichiara l’ avv. Antonio Cardile, presidente provinciale del Codacons. «Ciò anche alla luce – prosegue – delle dichiarazioni rese lo scorso 1° giugno dal sindaco, il quale nel lamentarsi di ingiusti attacchi alla sua amministrazione per la gestione di Isolabella, dichiarava che avrebbe posizionato presto le boe. Purtroppo alla data del 10 giugno 2011 non vi è traccia delle boe e dei corridoi di lancio e l’ amministrazione comunale è in ritardo già di 40 giorni. E’ l’ ennesima conferma che la situazione non si è modificata e che Isolabella, al di là delle parole di circostanza delle varie autorità amministrative, nei fatti rimane sempre terra di nessuno. Sollecitiamo quindi le amministrazioni competenti a intervenire immediatamente prima che l’ ecosistema della Baia venga alterato o distrutto a causa della presenza delle barche all’ interno dello stesso, ovvero prima che si creino situazioni di pericolo per i bagnanti». Il timore, quindi, è da un lato che l’ ecosistema della baia venga alterato a causa della presenza delle barche all’ interno dello specchio d’ acqua, ma dall’ altro potrebbero sussistere situazioni di pericolo per i bagnanti, perché i barconi entrano mentre i vari avventori sono immersi nelle acque di Isolabella. Per questo nella stagione passata sono stati collocati i cosiddetti "corridoi di lancio" ed alcune boe di limitazione della navigazione, con dei percorsi atti a consentire alle imbarcazioni di accedere alla battigia mediante un tratto delimitato dalle boe. Isolabella, indubbiamente, sin qui è rimasta "terra di nessuno" ed è una situazione figlia di quel "non decidere", da parte della Regione, che si è trascinato per quasi cinque anni, cioè da quando ad inizio 2006 terminò la gestione a cura del Wwf. Potrebbe preso insediarsi il nuovo ente preposto indicato di recente dall’ Assessorato territorio e ambiente, ovvero il CutGana. E nei giorni scorsi sono peraltro arrivati segnali di disgelo e chiarimento tra il CutGana e la casa municipale, che aveva a più riprese lamentato l’ assenza di un coinvolgimento nelle decisioni prese dalla Regione sentendosi "tagliata" fuori da ogni discussione programmatica. Sarebbe molto importante la presenza di un ente che sia presente quotidianamente sul territorio dell’ oasi. Isolabella è però una sorta di "paradiso diviso a metà", dove ha competenza sia l’ assessorato al Territorio (per quanto riguarda la Riserva naturale), sia l’ assessorato ai Beni Culturali (lo scoglio dove si trova Villa Bosurgi, ed interessati in questi mesi da lavori finalizzati alla musealizzazione). Parliamo di una Riserva naturale orientata, ma con attorno una forte concentrazione di attività commerciali, ricettive e di intrattenimento.
 

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