Ischia come Sarno. Cronaca di disastri annunciati
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fonte:
- Il Mattino
Ischia come Sarno. Cronaca di disastri annunciati. Anche ieri come il 4 maggio del 1998 chi ha vinto è ancora il cemento selvaggio e l`incapacità di capire che prima o poi la natura si sarebbe ribellata. E così è stato. Assurdo. Incredibile. Invece assolutamente prevedibile. “La zona colpita dalla frana era già stata dichiarata ad alto rischio smottamenti – commenta Carlo Rienzi numero uno dei consumatori del Codacons – Ci chiediamo quindi chi ha permesso di costruire abitazioni proprio in un`area potenzialmente così pericolosa. Il nuovo governo deve darsi da fare e bloccare subito la politica dei condoni edilizi per rendere restrittive tutte le norme in materia“. È la cruda vendetta di una terra violata e oltraggiata. Gli ambientalisti ne sono convinti. E puntano il dito contro l`incuria, il disinteresse e l`assenza di una seria politica di interventi sul territorio. “Ancora una volta non siamo davanti al destino cinico e baro – taglia corto Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania – tra i comuni a rischio frane e alluvioni tutti hanno abitazioni in aree pericolose e due su tre contano addirittura fabbricati industriali. Ebbene, malgrado la situazione sia così preoccupante, oltre il 40% dei centri non fa la manutenzione ordinaria dei corsi d`acqua e non realizza delocalizzazioni delle strutture di messa in sicurezza di fiumi e dei versanti“. Ecco quindi presentato il conto. Un altro. Durissimo. E i capi d`accusa – come denuncia Legambiente – sono tanti: “la mancata politica di prevenzione e il monitoraggio del territorio, il dissesto idrogeologico, la devastazione selvaggia delle aree, la cementificazione degli argini, le escavazioni senza quartiere che modificano e stravolgono il disegno dell`alveo. Fino agli incendi e all`abusivismo dilagante“. Anche il Wwf è su tutte le furie. “Il nostro territorio ormai è reso troppo fragile da condoni, politiche mirate unicamente al profitto, azioni emergenziali, leggi che considerano gli studi preliminari solo come un gran mucchio di perdite di tempo“, dice il segretario generale aggiunto del Fondo, Gaetano Benedetto. E, mentre il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio ribadisce che ora l`impegno del nuovo Esecutivo deve essere “mai più condoni“, il vice ministro per i Beni culturali insiste: “Il problema non si risolve se non si pensa a dotare il territorio di una strutturazione molto forte“. Ma il commissario della Federazione provinciale di Napoli Enzo Nespoli ne fa una questione di responsabilità e parla di “una grande incapacità e di un`assenza totale di interventi per la sicurezza del territorio“. E, mentre il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino rinuncia alla festa di promozione del Napoli in serie B in segno di rispetto per le vittime e invia un camion per la raccolta dei rifiuti, Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania, sottolinea la assoluta priorità di garantire la massima efficienza nei soccorsi. “Faremo scelte rapide“, dice. Infine, Francesco Giro, deputato forzista, ricorda un Pannella-Cassandra. “Anni fa – dice – con la sua nota preveggenza Pannella lanciò un grido d`allarme perché proprio per l`alto rischio ambientale della zona, il pericolo era in agguato. Ed è accaduto. Ecco perché all`inerzia di questi decenni bisogna rispondere uniti e senza pregiudizi di parte“. Critiche, accuse, polemiche tra il dolore e la rabbia per una tragedia – l`ennesima – che si poteva dunque evitare. “Siamo tutti costernati – ha detto il presidente del Consiglio provinciale, Enrico Pennella per la sciagura che colpisce Ischia e tutta la comunità della provincia, ma ora quanto è avvenuto deve servire da monito affinché le istituzioni adoperino tutte le energie per risanare il territori. Perché in futuro tragedie come questa non devono accadere mai più“.
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