Irregolarità in 6 aziende su 10 Metà pensionati sotto mille euro
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Dai controlli sulle posizioni previdenziali sono stati scovati 278.268 lavoratori irregolari ROMA Nel 2011 gli enti preposti alla vigilanza (Inps, Inail, Enpals e ministero del Lavoro) hanno controllato 244.170 aziende verificando irregolarità nel 61% del totale (149.708 imprese). Lo si legge nel Rapporto annuale dell’ Inps, presentato ieri dal presidente Antonio Mastrapasqua, nel quale si sottolinea che i lavoratori irregolari scovati sono stati 278.268 (105.279 dei quali totalmente in nero). Il totale delle somme accertate per il 2011 si attesta su 1.225 milioni di euro (981,4 accertati solo dall’ Inps). La spesa per la disoccupazione e la mobilità è stata nel 2011, rispettivamente, di 6.544 milioni e di 1.401 milioni, oltre a 5.104 milioni e 1.040 milioni per la contribuzione figurativa. I contributi incassati sono stati 3.481 milioni per la prima e 640 milioni per la seconda. Nel 2011 ? secondo la fotografia scattata dall’ Istituto ? oltre sette milioni di pensionati (il 52% dei 13,9 milioni di pensionati Inps) avevano redditi da pensione inferiori ai 1.000 euro al mese. Se si considerano solo gli assegni (non i beneficiari), oltre i tre quarti del totale (il 77%) sono sotto quota mille euro (il 49,1% è sotto i 500 euro). Il reddito pensionistico medio (1.131 euro) dei pensionati è superiore alla pensione media (770 euro) perché i pensionati possono essere titolari di più trattamenti. Le donne rappresentano il 59% dei pensionati ma percepiscono solo il 44% del reddito complessivo. L’ Inps nel 2011 ha erogato 18,4 milioni di pensioni (incluse le indennità di accompagnamento agli invalidi civili) sia di natura previdenziale che assistenziale per una spesa pensionistica complessiva pari a 195,8 miliardi di euro (+2,4% su 2010). Le pensioni previdenziali (vecchiaia, anzianità, invalidità, inabilità, superstiti) sono 14,8 milioni per una spesa di 170,5 miliardi e un importo medio mensile di 859 euro. Nel 2011 l’ Istituto ha speso per il sostegno al reddito 19,1 miliardi (a fronte dei 19,7 miliardi del 2010), cinque dei quali per la cassa integrazione. Nell’ anno l’ Istituto ha registrato un forte calo per le pensioni di vecchiaia (-29,3%) e per quelle di anzianità (-14,7%) grazie all’ effetto finestra mobile (l’ attesa di un anno per la pensione una volta raggiunti i requisiti) e il nuovo scalino per la pensione di anzianità (da 59 a 60 anni a fronte di almeno 36 anni di contributi). I dati del Rapporto annuale non risentono naturalmente della riforma Fornero in vigore dal 2012 (ma i cui effetti inizieranno a dispiegarsi nel 2013 poiché quest’ anno va in pensione chi ha raggiunto i requisiti nel 2011 e deve aspettare i 12-18 mesi previsti dalla finestra mobile). Intanto, il Codacons va all’ attacco: «Le pensioni degli italiani sono nella maggior parte da fame ? sottolineano i consumatori ? così come confermato dal rapporto annuale dell’ Inps ed è stata una vergogna decidere di bloccare l’ adeguamento all’ inflazione per i redditi da pensione superiori a 1.405 euro».
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