9 Maggio 2018

«Irregolari due sacchetti su tre»: esposto

codacons in procura per buste di frutta e verdura usate al mercato e nei negozi
IL CODACONS ha deciso di presentare un esposto alla procura della Repubblica di Reggio, in cui si chiede il sequestro dei sacchetti non a norma per imbustare frutta e verdura e di valutare la chiusura dei negozi e dei banchi di mercato che li usino. L’ associazione a difesa dei consumatori propone alla magistratura di «predisporre tutti i controlli necessari verificando e identificando coloro che hanno operato con modalità illegittime in violazione delle disposizioni di legge». E la richiesta del Codacons alla procura vale anche «nei confronti di coloro che avrebbero dovuto controllare e invece, a quanto risulta, non lo fanno, violando precise disposizioni». Per questo, ritiene il Codacons, è necessario accertare a carico di coloro che risulteranno responsabili una serie di ipotesi di reato. Il Codacons le elenca: truffa e truffa aggravata, omesso controllo e vigilanza, delitti colposi contro la salute pubblica, danno ambientale-pericolo per la vita o l’ incolumità personale, pericolo per la sicurezza la salute e l’ incolumità pubblica «con grave e diretto danno per tutti i consumatori». A REGGIO – denuncia il Codacons – il 76% dei sacchetti utilizzati dai banchi di mercato per imbustare frutta e verdura e irregolare, come lo è il 68% degli shopper utilizzati dalle frutterie della città. L’ associazione ha realizzato un’ indagine nelle principali città italiane verificando la tipologia di shopper forniti al di fuori dei supermercati. Come noto lo scorso 1 gennaio è scattato l’ obbligo di utilizzare ”bioshopper” come imballaggio primario per i prodotti di gastronomia, macelleria, pescheria, frutta verdura e panetteria. In sostanza, i sacchetti dovranno essere per legge biodegradabili e compostabili con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento. Dall’ indagine del Codacons, tuttavia, è emerso come mercati e frutterie di strada continuino a utilizzare sacchetti non in regola. Secondo la ricerca a campione a Reggio la percentuale più alta di irregolarità si riscontra nei mercati locali, con il 76% dei banchi che utilizza sacchetti di plastica non biodegradabile (contro una media nazionale del 72,1%); nelle frutterie la percentuale di irregolarità scende al 68% (67% la media nazionale). Vi sono poi gli shopper “fallaci”, spacciati per compostabile ma in realtà di plastica comune, riscontrati nel 12% dei banchi di Reggio esaminati e nel 14% delle frutterie. Sui banchi dei mercati solo il 12% dei sacchetti è risultato regolare, cioè compostabile (biodegradabile in tre mesi e trasformabile in fertilizzante compost), contro il 18% di regolarità delle frutterie.

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