10 Febbraio 2020

Irpef ridotta con Iva più alta per hotel e ristoranti, insorgono gli albergatori

landini: «detrazioni sull’ idraulico. così si combatte l’ evasione»
ROMA – Il Tesoro prende nettamente le distanze. Ma la sola ipotesi accarezzata negli ambienti della maggioranza di un ritocco all’ Iva su hotel e ristoranti, anche se piccolo, fa infuriare gli albergatori, gli esercenti e anche i consumatori. Una «proposta bislacca» dice il presidente di Federalberghi, addirittura «oscena» per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, controproducente e autolesionista secondo la Confcommercio. L’ INTERVISTA Landini: «Detrazioni sull’ idraulico. Così si combatte l’ evasione» di Enrico Marro La riforma e il ministero Un vero e proprio fuoco di sbarramento preventivo. Secondo fonti del ministero dell’ Economia l’ ipotesi di aumenti selettivi dell’ Iva, in particolare nel settore alberghiero e della ristorazione, è «priva di fondamento», e il confronto sulla riforma fiscale «è focalizzato sull’ Irpef». Anche se nella maggioranza c’ è chi ci pensa, e nello stesso governo c’ è chi sottolinea esplicitamente, come ha fatto il sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta, la necessità di riflettere sulla possibilità di recuperare un po’ di risorse per tagliare le tasse sui redditi anche dall’ Iva . Magari lasciandola aumentare sui beni e servizi di lusso o voluttuari. Tra i quali gli unici che assicurerebbero un buon aumento del gettito, da utilizzare per ridurre l’ Irpef, sono proprio hotel e ristoranti, che per giunta beneficiano di un’ aliquota ridotta del 10%, contro il 21% ordinario. L’ aumento di un solo punto dell’ aliquota, all’ 11%, è stato calcolato, porterebbe 1,5 miliardi di euro. Le lamentele «Sento dire che la maggior imposta sarebbe pagata dai turisti e sarebbe soprattutto a carico degli stranieri. La verità – dice il presidente di Federalberghi Barnabò Bocca – è che il prezzo principale sarebbe pagato dal nostro Paese, a causa della perdita di competitività del sistema turistico a tutto vantaggio di Paesi concorrenti, con grave danno per le imprese e i lavoratori italiani». «Il governo vuole ridurre le tasse sui redditi medio bassi e propone di alzare l’ Iva su hotel e ristoranti, come se fossero solo gli stranieri a mangiare o dormire fuori casa. Ogni giorno 10 milioni di italiani pranzano in bar e ristoranti e lo fanno per necessità, non certo per scelta», sottolinea il presidente della Federazione dei Pubblici esercizi, aderente alla Confcommercio , Roberto Calugi. «Confermiamo la nostra contrarietà, perché in questo caso non si tratterebbe di un intervento di razionalizzazione, ma semplicemente di un generalizzato incremento dell’ imposizione fiscale a carico dell’ offerta turistica. A carico, cioè, di un asset di assoluto rilievo per l’ economia e l’ occupazione in Italia, e che già registra le conseguenze negative dell’ emergenza coronavirus», aggiunge il presidente di Confturismo, aderente sempre a Confcommercio. il retroscena Tagliare l’ Irpef aumentando l’ Iva: l’ ipotesi allo studio del governo di Federico Fubini Aumenti selettivi? I consumatori parlano di proposta addirittura «oscena», che danneggerebbe il turismo e il Paese. Anche se a fronte di un aumento sui beni «voluttuari» chi sostiene l’ opportunità di riflettere sull’ Iva, come il sottosegretario all’ Economia Pier Paolo Baretta, ipotizza anche una riduzione dell’ imposta sul carrello della spesa e i beni di prima necessità.

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