20 Ottobre 2011

Ira dei benzinai: 15 giorni di sciopero

ROMA Un pacchetto di 15 giorni di sciopero è stato proclamato ieri dai benzinai. La protesta è stata indetta «contro il governo che si rifiuta di liberalizzare il settore e cancella il bonus che riconosceva il ruolo di sostituto di imposta ricoperto dalla categoria». La prima tornata di chiusure e prevista per l´ 8, 9 e 10 novembre. L´annuncio ha messo in fibrillazione i consumatori di Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori che temono speculazioni sui prezzi nelle 48 ore antecedenti la serrata e minacciano denunce e richieste d´arresto per chi alza il costo dei carburanti. Da parte loro i gestori denunciano «la più assoluta inerzia del governo, inadempiente rispetto agli impegni assunti, mettendo a rischio di fallimento circa 25 mila imprese ed i 140 mila posti di lavoro degli addetti occupati». I gestori contestano «la mancata liberalizzazione del settore che impedisce letteralmente alle piccole imprese di competere sul libero mercato», ma anche la decisione (nel milleproroghe) di azzerare per il 2012 l´abbattimento forfetario del reddito di impresa attraverso le deduzioni fiscali che in passato «è stato utilizzato per riconoscere alla categoria il ruolo essenziale di sostituto d´imposta ricoperto a favore dello Stato. Sono circa 35 miliardi di euro le imposte che i gestori italiani «incassano, custodiscono e riversano all´erario». Lo sciopero potrebbe ancora rientrare se il governo decidesse di non adottare almeno uno dei due provvedimenti: occhi puntati sul dl Sviluppo. E da oggi sarà sciopero anche nelle ferrovie. Dalle 21 si fermeranno per 24 ore tutti gli addetti alle attività di pulizia, accompagnamento notte e ristorazione a bordo treno. Dalle 9 alle 17 di domani la protesta interesserà tutto il personale del gruppo Fs, interessato alla circolazione. A proclamare unitariamente i due scioperi Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Fast Ferrovie e Salpas, nel gruppo Fs «per l´incertezza di prospettiva con il nuovo piano d´impresa, per il dimensionamento produttivo e per fermare l´accelerazione dei processi di esternalizzazione di attività strategiche, a partire dalle manutenzione delle infrastrutture e del materiale rotabile».
 

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