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27 Giugno 2011

Ira Caldoro: “Io indagato? Non ci sto”

Ira Caldoro: "Io indagato? Non ci sto"
 

NAPOLI – L’ attenzione è puntata sul prossimo Consiglio dei ministri in programma giovedì prossimo per l’ atteso varo del provvedimento governativo che autorizzi lo smaltimento fuori regione di parte dei rifiuti campani, sempre che l’ esecutivo riesca a superare il veto della Lega Nord. Il ministro La Russa si dice convinto che l’ accordo con Bossi "si troverà" se l’ intervento del governo "sarà a tempo e di breve durata". Ne è convinta anche il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo . Da parte sua il Senatùr ribadisce la richiesta che il sindaco di Napoli de Magistris sia nominato commissario straordinario ai rifiuti, "così non scappa". Intanto a tamponare l’ emergenza arriva la disponibilità della provincia di Avellino ad accogliere "nei limiti" parte dei rifiuti. CALDORO NON CI STA – Dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura della Repubblica di Napoli che contesta al presidente della giunta regionale di non aver autorizzato l’ apertura delle discariche in Campania determinando rischi per la salute pubblica conseguenti alla mancata raccolta dei rifiuti, Stefano Caldoro domenica ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia. Il governatore ha detto che non vuole pagare per colpe di altri, per il comportamento "irresponsabile" della Lega Nord e per il boicottaggio della camorra. "Non ci sto, non ci sto, non ci sto" ha detto ai giornalisti. "La Regione – ha aggiunto Caldoro – ha fatto tutta la sua parte, avendo poteri minimi e residuali". "I cittadini – ha continuato il governatore – devono sapere dove sono le vere colpe e le responsabilità, che sono ben lontane dall’ ente Regione". Da Palazzo Santa Lucia è stato assicurato tuttavia il pieno "sostegno economico, tecnico ed anche politico per favorire gli accordi nei Comuni per aprire siti di trasferenza, siti di stoccaggio e discariche". Poi una stoccata al governo: "Dinanzi ad un’ emergenza così articolata il governo non può non fare la sua parte, questa è una crisi che si risolve solo con l’ aiuto di tutti", liquidando le posizioni della Lega Nord come "incomprensibili". Infine ha concluso: "La camorra guadagna sulla crisi, sull’ emergenza, alla camorra non interessa che il sistema funzioni. Anche quello che sta avvenendo a Napoli, come ha denunciato De Magistris, deve far scattare l’ allarme". CESARO: CALDORO RITORNI AI TAVOLI ISTITUZIONALI – "Comprendo appieno l’ amarezza di Stefano Caldoro a cui va la mia piena solidarietà che non è dovuta e spinta solo da motivi di carattere istituzionale, ma dettata specialmente da un rapporto di amicizia e profonda stima". Lo afferma il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro . "Pochi come me – ha continuato Casaro – possono testimoniare dell’ impegno che il governatore della Campania sta profondendo nell’ affrontare l’ emergenza rifiuti". "Un’ emergenza – ha aggiunto- che parte da lontano e che ha fortemente condizionato la vita di tutte le amministrazioni locali in questi ultimi anni. Anche la Provincia di Napoli è stata chiamata ad aprire pagine che istituzionalmente non le appartenevano e che ne hanno condizionato l’ attività sia da un punto di vista economico che di programmazione. E con Caldoro spesso abbiamo affrontato diverse problematiche, risolvendole, anche se in alcuni casi tanto a livello nazionale quanto a livello locale strategie assolutamente di parte hanno rischiato e rischiano di compromettere piani d’ azione già quanto mai complessi". "Proprio per questi motivi però – ha continuato Cesaro – invito Stefano Caldoro, che umanamente comprendo, a rivedere alcune sue dure reazioni come la decisione da parte della Regione di abbandonare i tavoli istituzionali, proprio in nome di quella azione comune che tutti abbiamo invocato come presupposto inalienabile per la soluzione dell’ emergenza rifiuti e la costruzione di un piano solido e duraturo per la Campania". LA SITUAZIONE IN CITTA’ E IN PROVINCIA – Ancora roghi dolosi appiccati a cumuli di immondizia a Napoli e provincia. Secondo le statistiche compilate dalla Sala operativa dei vigili del fuoco del capoluogo campano, dalle 20 di domenica alle 8 di lunedì, sono stati 47 gli incendi di cassonetti e spazzatura ammassata sui marciapiedi. Prosegue, dunque, l’ azione di ignoti che rendono l’ aria irrespirabile sprigionando diossina. Gli interventi dei pompieri si sono attuati sia in città che nell’ hinterland. Continua, intanto, la raccolta straordinaria da parte di uomini e mezzi dell’ Asìa che stanno effettuando turni di 24 ore su 24 così come previsto dall’ ordinanza firmata dal sindaco partenopeo Luigi de Magistris. Ieri le tonnellate in strada erano 1.720. Si conta che, nella giornata di oggi, la percentuale possa calare ancora. CODACONS PRESENTA UN DOPPIO ESPOSTO – L’ associazione dei consumatori, Codacons, intende presentare una denuncia al Tribunale dei ministri e alla Procura della Repubblica di Napoli contro rappresentanti della Lega Nord al Governo. I reati ipotizzati sono quelli di concorso in omissione di atti dovuti ed epidemia colposa, in particolar modo puntando il dito contro "la strenua opposizione della Lega al decreto del Governo sull’ emergenza rifiuti", un atteggiamento tale da configurarsi come "un atto amministrativo, che si concretizzerà all’ interno di un organo non politico quale è il Consiglio dei ministri" e in quanto tale "può essere contestato nelle sedi opportune". Secondo l’ associazione, inoltre, nonostante la città di Napoli versi in condizioni gravissime, l’ opposizione da parte del Carroccio "al trasferimento dei rifiuti nelle altre regioni italiane contribuisce ad alimentare l’ emergenza e ad accrescere il pericolo di epidemie e danni alla salute per i cittadini". E’ per questo motivo che il Codacons lunedì depositerà "una denuncia contro la decisione della Lega e dei ministri che appartengono al partito di non votare il decreto in Consiglio dei ministri, e chiederemo alla Procura e al Tribunale dei ministri di indagare per concorso in omissione di atti dovuti ed epidemia colposa".
 

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