29 Giugno 2018

Ipercoop Katanè di Gravina, cibo avariato, blatte, piccioni e sporcizia: denunciato il responsabile

 

Gli agenti del commissariato Nesima, avvalendosi della collaborazione del personale del servizio Igiene e sanità pubblica e veterinaria dell’ Asp di Gravina di Catania, hanno effettuato un blitz presso il grosso centro commerciale rinvenendo un’ ingente quantitativo di cozze e mitili giudicate non idonee al consumo alimentare. Nel prosieguo dell’ ispezione sono state riscontrate altre irregolarità che hanno comportato la chiusura di due magazzini e la denuncia a piede libero del rappresentante legale dell’ esercizio commerciale. Iniziativa del CODACONS Durante l’ ispezione diverse celle frigorifero del laboratorio di pasticceria – peraltro utilizzate per conservare promiscuamente materie prime e prodotto finito – presentavano segni di deterioramento delle pareti. Ma la sorpresa più grande per gli investigatori, considerata anche l’ importanza del centro commerciale e l’ enorme afflusso di consumatori che ne fanno uso, ha riguardato l’ ispezione all’ interno dei magazzini adibiti alla conservazione degli alimenti: a causa delle numerose carenze delle condizioni igienico-sanitarie, due magazzini sono stati chiusi, affinché vengano ripristinate le condizioni ottimali di salubrità. In tali ambienti, infatti, è stata riscontrata la presenza di alimenti non più commestibili non stoccati a norma, blatte e diversi piccioni, oltre a generali ed evidenti mancanze d’ igiene, dovute all’ insufficiente pulizia dei luoghi. Un colpo durissimo alla fiducia dei consumatori che non mancherà di provocare gravi ripercussioni. E infatti è subito intervenuta l’ associazione dei consumatori CODACONS: “Tutti coloro che hanno acquistato le cozze tossiche hanno diritto al risarcimento dei danni anche in assenza di danni fisici e solo per i rischi corsi.” “La grande distribuzione deve garantire la sicurezza dei prodotti che vende al pubblico – spiega il segretario nazionale Francesco Tanasi – Per tale motivo le Autorità competenti devono accertare la vicenda alla luce di eventuali reati sul fronte della salute pubblica. L’ esercizio coinvolto deve inoltre riconoscere indennizzi a coloro che hanno acquistato le cozze pericolose, mettendo avvisi all’ interno del punto vendita coinvolto spiegando le procedure da seguire. Se non lo farà, siamo pronti ad avviare una raffica di cause di risarcimento contro il supermercato”.

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