19 Aprile 2013

Iorio resta fuori da Palazzo Moffa

Iorio resta fuori da Palazzo Moffa

n CAMPOBASSO Condannato anche in appello a un anno e sei mesi per la vicenda “Bain&Co”, per aver favorito, quando era governatore del Molise, la società per la quale lavorava il figlio Davide, Michele Iorio resta fuori dal Consiglio regionale. Da dove era uscito qualche settimana fa per effetto del decreto “Liste pulite” e del provvedimento di sospensione firmato dal premier Mario Monti. Sospeso dall’ incarico per quella condanna subita, in primo grado, il 22 febbraio del 2012: un anno e sei mesi per abuso d’ ufficio. Stessa sentenza dell’ appello, sei mesi in più di quanto chiesto dall’ accusa, rappresentata dal procuratore generale Antonio La Rana. Che ha dichiarato di voler attendere le motivazioni. E’ l’ effetto, politico, del verdetto giudiziario pronunciato ieri pomeriggio dai giudici del Tribunale d’ Appello di Campobasso, che hanno respinto il ricorso dei legali di Iorio e riesaminato la storia delle consulenze che hanno dato il via al procedimento penale. Una sulla riforma del sistema sanitario del Molise, e l’ altra sulla realizzazione dell’ autostrada Termoli-San Vittore, per un totale di 110.000 euro. Consulenze assegnate, nel 2003 e nel 2004, alla Bain & Company, la multinazionale milanese nella quale Davide Iorio era stato assunto. Grazie a due delibere votate dalla Giunta regionale. Incarichi da Michele Iorio caldeggiati. Per favorire la carriera del figlio, secondo il Pm del primo grado Fabio Papa. Ieri, invece, a ricostruire la vicenda è stato il procuratore La Rana, che nella sua requisitoria ha chiesto la condanna a un anno per l’ ex presidente della Regione. Perché a suo avviso un reato, quello relativo all’ assegnazione di uno dei due studi di consulenza, quello del 2003, era da considerarsi prescritto. Con l’ altro invece ancora in piedi. Da qui la sua richiesta di condanna, più morbida rispetto al primo grado. La parola è passata alla parte civile, l’ associazione di consumatori Codacons, rappresentata dall’ avvocato Fabio Del Vecchio, che ha chiesto la condanna a 1 anno e sei mesi, evidentemente accolta. L’ udienza si né chiusa con l’ arringa dei legali di Iorio, Arturo Messere e Filippo Dinacci, quest’ ultimo noto per aver difeso anche Silvio Berlusconi e l’ ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Avvocati che, seduti al fianco dell’ ex governatore, ne hanno chiesto l’ assoluzione. Intorno alle 16 i giudici si sono ritirati in camera di consiglio e ne sono usciti dopo due ore e mezzo. Il presidente del collegio Rossana Iesulauro ha quindi letto la sentenza: condanna per un anno e sei mesi per abuso d’ ufficio e condanna al pagamento delle spese processuali. Sentenza alla quale Iorio, rimasto in aula tutto il tempo, i flash dei fotografi e i riflettori sempre puntati sul suo volto, ha assistito in silenzio. Resta la strada della Cassazione, che l’ ex governatore ha annunciato di voler seguire, convinto di poter ribaltare il verdetto. «Sono tranquillo – ha detto – perché non ho commesso alcun reato e non ho fatto nulla contro l’ interesse della regione e dei molisani. Ritengo questa sentenza ingiusta, ma le sentenze si rispettano». Quanto alla sua sospensione da consigliere regionale ha anticipato che presenterà ricorso contro un provvedimento definito «assurdo e penalizzante, antidemocratico e ingiusto nei confronti degli elettori che mi hanno votato». Ma per il momento resta fuori da Palazzo Moffa.

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