14 Ottobre 2013

«Io voglio stare tranquillo Ho scelto un impianto cablato»

«Io voglio stare tranquillo Ho scelto un impianto cablato»

Donatella Barbetta «NO, grazie. Al primo posto c’ è la salute». Risponde così il capo di un istituto superiore alla proposta del governo di potenziare il wireless nelle scuole. Preside, perché rinuncia a un’ opportunità tecnologica e ai fondi, visto che nel recente decreto si parla di 15 milioni destinati alle scuole secondarie, con priorità per quelle di secondo grado? «Preferisco stare tranquillo ? risponde Giovanni Luca Barbonetti (foto) , dirigente scolastico dell’ Aldo Moro di Fara in Sabina (Rieti) ? ed evitare che corrano rischi i settecento ragazzi che ogni giorno, per cinque anni, vengono a lezione da noi. Mi sono documentato: so che ci sono dubbi sulla pericolosità degli impianti wi-fi. Così ho spento il nostro, dopo aver ottenuto l’ approvazione unanime del consiglio d’ istituto. La legge dà ai presidi responsabilità assoluta per tutelare la salute di studenti e personale. Non voglio rimorsi». Da dove nascono i suoi timori? «L’ Organizzazione mondiale della sanità ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come ?potenzialmente cancerogeni’. Nel mirino quelli prodotti da telefonini, ripetitori televisivi, per la telefonica mobile e router wi-fi. L’ Oms fino al 2011 aveva sempre sostenuto la non pericolosità della tecnologia wi-fi. Il cambio di rotta fa pensare. E anche il Consiglio d’ Europa raccomanda di proteggere gli alunni preferendo le connessioni cablate. I più giovani sembrano essere i più esposti al rischio, nel lungo termine, di ammalarsi di tumori al cervello». E adesso come farete con la didattica digitale? «Da settembre è in funzione il sistema cablato. Abbiamo tre laboratori con 25 computer collegati a Internet e in ogni aula ho fatto predisporre due prese». Quindi in classe gli studenti non possono accedere alla connessione wireless? «Per ora è così, anche se, delle due prese già pronte, una è occupata dal cavo per il registro elettronico del docente e l’ altra resta libera. Se un giorno avremo i tablet per tutti, allora l’ apparato potrà essere completato con un router e l’ installazione di una mini rete in ogni aula». Quanto è costato il cablaggio? «Cinquemila euro: soldi che abbiamo messo assieme grazie alla disponibilità di fondazioni bancarie, aziende, il nostro bar interno e le macchinette del caffè. E ci tengo a dire un’ ultima cosa». Prego. «Non mi sento un Don Chisciotte. Già associazioni di genitori e dei consumatori hanno invitato le famiglie a diffidare i presidi dal fornire il consenso al wireless nelle scuole. Anzi, il Codacons si è detto disponibile a una class action contro il ministero. E il Comune di Parigi ha eliminato il wireless in 4 biblioteche pubbliche. Insomma, non mi sento solo».

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