28 Luglio 2010

Investe all’ insaputa del suo cliente, condannato

 
Mentre era in vacanza, durante le feste natalizie, la sua banca le ha prelevato dal conto corrente oltre 10.000 euro per investirli in un fondo, nonostante lei avesse detto chiaramente che quell’ operazione non le interessava. E siccome di fronte alle sue lamentele la banca si limitava a scusarsi ritenendo che la questione potesse risolversi con il riaccredito della somma in conto corrente, la vicenda è finita nelle aule del Tribunale di Bologna. E il giudice di pace Giuliana Enrica Monti ha condannato la Banca popolare dell’ Emilia-Romagna (Bper) a risarcire la cliente "vittima di un abuso", come la definisce il Codacons che l’ ha assistita nel contenzioso legale. L’ Istituto di credito dovrà risarcirla e pagare le spese di giudizio per oltre 3.000 euro. Il Codacons considera il comportamento di Bper "piuttosto singolare" dato che "non ha voluto addivenire ad una transazione amichevole che prevedesse una somma di risarcimento a favore della cliente, a cui era stato effettuato un prelievo non autorizzato in conto corrente per effettuare un investimento non richiesto". E’ successo nella filiale 18 di Bologna della banca modenese: nel dicembre 2006, un funzionario propose alla cliente "un investimento a suo dire vantaggioso". Lei declinò l’ offerta, ma, rientrata dalle vacanze di Natale, "verificava con sconcerto che dal suo conto corrente erano stati effettuati, senza alcuna autorizzazione, un prelievo di euro 250 ed un secondo di 9.997,5 euro", racconta il Codacons. Inoltre il prelievo ha azzerato il suo conto esponendola al rischio di emettere assegni"a vuoto" o di usare il bancomat salvo poi scoprire di non poterlo fare per mancanza di valuta. Il Giudice di pace ha stabilito che la banca ha violato l’ articolo 1856 del Codice civile (esecuzione di incarico mai ricevuto, nemmeno in forma verbale), e dell’ articolo 1710 che impone di agire con la diligenza del buon padre di famiglia. E non basta ad assolvere il funzionario e l’ istituto di credito, secondo il giudice, il fatto che la somma sia stata riaccreditata. Purtroppo, commenta Bruno Barbieri del Codacons, la banca invece di riconoscere il proprio errore "ha fatto attendere la propria cliente tre anni di giudizio".

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