28 Novembre 2018

Invalida, attende da otto anni il contributo per l’ ascensore

michela e fausto carafetti hanno installato l’ indispensabile elevatore nel 2010 ma il rimborso promesso dall’ amministrazione comunale non è mai arrivato
Le barriere architettoniche le hanno abbattute, quelle delle stanze che conservano i fondi ancora no. E così, a otto anni dall’ investimento, una scelta importante che ha permesso alla signora di continuare a vivere nella sua casa, Michela e Fausto stanno ancora aspettando i contribuiti a cui avrebbero diritto secondo la legge, e soprattutto stanno ancora aspettando una risposta sui tempi e sull’ esistenza stessa dei fondi. Michela e Fausto sono due modenesi – residenti in viale Montecuccoli – che qualche anno fa hanno dovuto fare i conti con un ictus che ha colpito la signora, che oggi non parla e ha problemi motori. Un netto cambiamento delle loro vite, che ha portato la coppia a prendere provvedimenti immediati, come quello di far installare un ascensore esterno nella loro abitazione: un’ opera costata oltre 48mila euro, ovvero 16mila a testa, considerando che la spesa è stata condivisa anche dalle altre due famiglie che vivono nello stabile di via Montecuccoli. Un acquisto avvenuto nel 2010, con una certezza (o almeno, in teoria doveva esserlo): quella di avere diritto ad un rimborso per circa cinquemila euro come contributo per l’ abbattimento delle barriere architettoniche alla luce dell’ invalidità (al 100%) della signora. Ma oggi, a otto anni dall’ investimento e dall’ installazione dell’ ascensore e nonostante la richiesta al Comune – che gestisce il fondo stanziato dalla Regione Emilia Romagna – sia stata corredata da tutti i documenti necessari, quei soldi non sono ancora arrivati: «Al momento di fare la richiesta, nel 2010 – spiega il signor Fausto Carafetti – erano un po’ indietro con l’ erogazione dei contributi, dal momento che stavano liquidando le richieste di due-tre anni prima. Noi però abbiamo deciso di andare avanti, anche perché mia moglie preferiva restare in quella casa. E abbiamo messo in conto di ricevere quel contributo, che però non è mai arrivato». Un problema che l’ avvocato del Codacons di Modena, al quale la coppia si è rivolta, ha segnalato per due volte al servizio Progetti complessi e Politiche abitative del Comune, ricevendo però sempre la stessa risposta: «La Regione ha stanziato le risorse – si legge nella replica del dirigente – ma i Comuni, per poter procedere all’ erogazione dei contributi ai beneficiari, devono ricevere le somme stanziate, che a tutt’ oggi non sono ancora state erogate, e attendere l’ emanazione delle linee guida alle quali uniformare la procedura di liquidazione». In sostanza, l’ amministrazione comunale non ha ancora ricevuto dalla Regione le somme necessarie per soddisfare le richieste modenesi.Un’ assenza di certezze che il Codacons ritiene inaccettabile: «Sono passati otto anni dalla richiesta dei signori Carafetti – spiega il presidente Fabio Galli – e nessuno si prende la responsabilità di dire se questi signori devono aspettare ancora sei mesi, tre anni o venti, o semplicemente se il fondo è esaurito. Per questo, rinnoviamo la richiesta al Comune e alla Regione, ai quali chiediamo di dire chiaramente come stanno le cose: stiamo parlando di due persone che hanno fatto un investimento confidando in un contributo previsto dalla legge». — Luca Gardinale BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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